FLAGELLANTI. - La Regola di s. Benedetto contempla il caso di dover ricorrere alla flagellazione per panire monaci riottosi e colpevoli (Reg., capp. 2, 28, 30). Fra le pratiche ascetiche di mortificazione prese piede anche quella della flagellazione volontaria quale penitenza dei propri peccati. Nel sec. xi s. Pier Damiani e s. Domenico Loricato suo discepolo difesero quest'usanza nei monasteri a se
DE
TRANS- LATIONE IMPE-RII ROMANI AD
GERMANOS.
Item
DE ELECTIONE EPISCOPOL.
ras, subd equis ad glidem penitent.
MATTIA FLACCIO ILLY-
RICO AVTORE
accolta, afflata e regn. in lit. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100
R A S I L R A E
1 5 6 6.
(Int. Enc. Coll.)
FLACIO (VLACIC), MATTIA - Prontespizio del De translatione Imperii Romanum ad Germanum, Basilea 1560 - Esercibile conservato nella Biblioteca Vaticana.
ne fecero propagatori. Ad imitazione dei monaci anche i laici abbracciarono una tal pratica, specie in occasione di pubbliche calamità, per stornare l'ira divina. Manifestazioni però collettive pubbliche di tal sorte di penitenza si conoscono la prima volta soltanto nel sec. XIII e particolarmente quando nel 1260, Ranieri Fasani, eremita, prese a chiamare a penitenza i cittadini di Perugia; vestito di sacco, cinto di fune e con una disciplina di corregge in mano, con la predicazione e l'esempio mosse il popolo a disciplinarsi pubblicamente formando una numerosa Compagnia, detta dei Disciplinati di Cristo, che ben presto dalla città si estese nelle campagne e nelle regioni circonvicine.
Nell'ott. processioni di disciplinati condotte dal Fasani si incontrano a Imola; di là il movimento si estende a Bologna, nel nov. a Modena, Reggio, Parma, Piacenza, Tortona e discende a Genova. Il 30 nov. Asquino, decano di Aquileia, giungeva a Cividale nel Friuli con i penitenti ignudi che si flagellavano ed in venti giorni si fecero numerosi in tutto il Friuli, e mentre gli uomini facevano questo in pubblico di giorno, altrettanto facevano di notte le donne nelle loro case, oppure raccogliendosi al crepuscolo nelle chiese. Il movimento, attraverso la Francia e l'Austria, raggiunse la Germania e perfino la Polonia; esso si ripeté qua e là più volte in quel secolo provocando da per tutte miglioramenti di costumi, pacificazione negli animi, ritorno di esuli, restituzione del mal volto. La conseguenza stabile che se ne ebbe successivamente fu la fondazione in molte regioni d'Italia di confraternite numerose note sotto i nomi di F., Battuti, Disciplinati, Frusati, i cui membri, laici nella massima parte, si ordinavano per praticare secondo i loro particolari statuti la disciplina nelle loro chiese o cappelle, cantare le loro laudi ed attendere ad esercizi di pietà ben definiti ed opere di carità; elemosine in favore dei poveri, con speciale riguardo ai
vergognosi, visite periodiche ad infermi a carcerati, se-
compagno e suffragio ai defunti; ed in questi uffici dove-
vano profendere lasciti e rendite di beni loro affidati
dalla pietà dei fedeli e specialmente dei confratelli. Si
può ben asserire che sotto questo aspetto tali confrater-
nite furono un tramite importantissimo della beneficenza
nai secc. XIII-XV. Speciale importanza ebbero gli ospedali
fondati e diretti da esse nelle città d'Italia; alcuni dei
quali sussistono ancora e portano nel loro stemma le di-
scipline. A Roma sorse nel 1267 la Confraternita detta
poi del Confalone, la quale ebbe confraternite della stessa
denominazione ad essa aggregate in diverse parti d'Italia
anche assai lontane. Non meno celebre della precedente
fu la Compagnia dei Disciplinati del S.mo Salvatore, eretta
presso il Laterano, che divenne anch'essa arciconfraternita
ed ebbe in Roma la cura di alcuni ospedali riuniti poi in
uno al Laterano stesso.
Alla cura dei Disciplinati fu affidato a Siena il celebre
Ospedale di S. Maria della Scala. Molte volte queste
compagnie erano sotto la protezione e la guida dei mag-
giari Ordini mendicanti; e questo fatto assai probabi-
mente servì a tenerle lontane da infiltrazioni eretiche.
Infatti se sul loro sorgere poterono avere influite elementi
gioschimiti, e se qualche manifestazione di fanatismo
(che non deve essere giudicato con criteri moderni) si
riscontra specialmente agli inizi, tutto ciò va tenuto ben
distinto da quanto si poté notare specialmente all'estero
e che mosse Clemente VI il 20 ott. 1349 (all'indomani
della grande pestilenza) alla condanna dei F. Movimenti
analoghi a quello del 1260 si ebbero nel 1334 per opera
del b. Venturino da Bergamo (v.), che dall'Italia setten-
trionale giunse sino a Roma, e poi nel 1309 per opera
dei Bianchi (v.) la cui attività benefica si riallaccia a quella
dell'età precedente, ampliandola e risollevendola in
molti luoghi. Nell'Europa settentrionale il movimento
si rinnova nell'età seguente non senza influssi ereticali.
FOLKLORE. - Nella tradizione popolare di alcune
regioni d'Italia, specialmente in quelle meridionali
come Calabria e Sicilia, sopravvivono ancora, in ta-
lune località, le antiche compagnie dei Battuti o
Battenti (nel dialetto locale «Vattenti»), o almeno
rimane l'uso, tra i fedeli animati di più caldo fervore
religioso, di battersi con fruste (discipline) o con
canne, o altri analoghi mezzi di tormento. L'uso
è specialmente connesso con le processioni della Ser-
timana Santa, durante le quali i «Vattenti» proce-
dano vestiti dello speciale «sacco» bianco, che pre-
senta aperture alle spalle o alla schiena.