FILANGIERI, GAETANO. - Giurista, n. a Napoli
il 22 ag. 1753, m. a Vico Equense il 21 luglio 1788.
Deve la sua fama, grandissima ai suoi tempi,
ora quasi tramontata, all'opera Scienza della leg-
islazione (Napoli 1780 sgg.). Credente nella raison illu-
ministica, vede nella saggezza di una legislazione ra-
zionale il più sicuro metodo etico-politico, non senza
talora il pericolo di cadere in un astrattismo e mec-
canicismo giuridici (male comune, però, a tutti i
teorici del dispotismo illuminato), pericolo che è
d'altronde spesso evitato per le consapevoli solu-
zioni utilitaristiche ed individualistiche sostenute nei
problemi dello Stato.
Favorevole ad una monarchia temperata esalta la
funzione equilibratrice (tra essa e il popolo) di un « campo
intermedio »: nobiltà e magistratura; soluzione che al-
fonda le radici nel pensiero di Montesquieu. Il F. non
è in tutto legato all'esprit géométrique: nel delincare,
ad. ca., il concetto di nazione già percepisce come esso
si fondi sulla coscienza e sulla volontà. Naturalmente
però il nucleo centrale delle sue teoriche a schiettamente
illuministico: ogni soluzione statale è per F. in particolar
modo soluzione eudemonistica; alla realizzazione della
felicità sulla terra tende pure il suo pacifismo nonché il
suo umanitarismo.
Nel campo sociale è favorevole all'oversione della
feudalità, e in quello economico alla preminenza del-
l'agricoltura e all'imposta unica. Nel campo del diritto
penale è strenuo difensore della persona contro le poche
garanzie che danno i processi fondati sul metodo inqui-
sitivo. Nel campo educativo è propugnatore dell'istruzione
di Stato, la quale può formare generalmente il « citta-
dino »: il metodo educativo del F. si riallaccia all'astrat-
timo naturalistico del secolo: è la natura « questa unica
maestra » che regola l'ordine progressivo della pedagogia;
naturalmente il suo acuto sguardo scioglie nella concreta
tecnica educativa le durezze iniziali quando riconosce le
esigenze dello spirito che è libero. La Scienza della leg-
islazione fu posta all'Indice il 6 dic. 1784, evidentemente
per i suoi postulati razionalistici e giurisdizionalistici.