SETTIM

SETTIM. - Due località bibliche, così denominate dalle acacie (*Sittim*; egiz. *Snt*, posteriore *Sonte*; assiro *samt*; ivi piantate; non di rado i luoghi erano denominati dagli alberi (specie querce e simili: *elah*, *elön*). ACACIA (v.) aveva fornito il legno (*dé Sittim*, Volgata *ligna setim*) per il tabernacolo e la suppellettile del culto (26 volte in *Ex.* 25, 5-30, 5 e 35, 7-38, 6; *Deut.* 10, 3).

S., sempre con l'articolo (*has-sittim* e le acacie *), era la contrada moabitica, ad oriente del Giordano, ove Israele fece l'ultima tappa prima di entrare nella Terra Promessa; vi si macchiò unendosi alle Moabite e Madianite, e con esse dandosi all'osceno culto del Baal del Monte Plegor (v. *BEELPHEGOR*), per cui furono uccisi da un flagello 24.000 israeliti, e si segnalò per zelo Phineas, cui per premio Dio concesse la sua «alleanza d'un sacerdozio eterno» (*Num.* 25, 1-18). Era detta *Abel* (v.) *S.* «nelle steppe di Moab» (*ibid.* 33, 49; Settanta *Belga* cod. B, *Bélgastrum* cod. A). Da lì furono inviate le spie a Gerico, che stava di fronte; da lì, dopo un prolungato soggiorno, Israele mosse per attraversare il Giordano (*Jos.* 2, 1; 3, 1; Volg. *Settim*). All'operato di Balaam «da S. (*Num.* 25, 1) fino a Gilgal (*Jos.* 4, 19 sg.)» allude *Mi.* 6, 5, ove però i «critici» dicono interpolati questi due nomi geografici.

Il «torrente di S.» (*nâhal has-sittim*; Volg. *torrens spinarum*) in *Isel* 3, 18 (passo messianico) sembra essere la continuazione del Cedron (*Wâdi en-nâr*) che porta le acque del Tempio verso il Mar Morto, come accennano *Ez.* 47, 1-12; *Zach.* 14, 8; *Apoc.* 22, 1. Forse è l'odierno Wâdi es-sant («valle dell'acacia»).

Bibl.: G. E. Post-A. T. Chapman, *Shittah Tree*, *Shittim*, in *A Ditt. of the Bible*, IV (1902), p. 507; F.-M. Abel, *Géorg. de la Palestine*, I, Parigi 1933, p. 400; A. Vaccari, *La S. Bibbia*, I. Il Pentateuco, Firenze 1943, p. 407 sg. Antonino Romco.