SETTUAGESIMA (nel Messale Romano «Domicina in Septuagesima»). - È la domenica nona prima di Pasqua, in preparazione alla festa della Resurrezione di Cristo.
Come preparazione pasquale la S. è puramente romana. Baumstark spiega la S. come combinazione delle otto settimane di preparazione orientale (v. QUINQUAGESIMA; SESSAGESIMA) con l'addizione della Settimana Santa (finora indipendente). Si credeva s. Gregorio Magno organizzatore di queste tre domeniche prima della Quaresima (Callewaert, Morin, Capelle). Recentemente A. Chavasse ha però affermato che s. Gregorio nel 590-93, organizzando la liturgia del suo sacramentario e dell'anno ecclesiastico, abbia conosciuto solo la sessagesima e che (594-96) non abbia tenuto conto che di essa (nel 594 infatti c'erano 5 domeniche dopo l'Epifania e la Sessagesima cadeva al 14 febbr.). Anche il «Comes» detto di Alcuino, scritto dopo il 643, non conosce la S. che viene menzionata per la prima volta nei manoscritti dell'Epistolario ed Evangeliano Romano, non anteriori al 700, e nei Sacramentari del tipo Gelasiano del sec. VIII. I 70 giorni vengono contati dalla domenica di S. fino al sabato in Albis inclusivamente, essendo riorganizzata la settimana pasquale che termina al sabato in Albis. Con i libri del tipo gregoriano anche la S. romana venne adottata dappertutto, e, dopo il 750, anche in Gallia; solo nella Spagna si ritenne la Quinquagesima.
Con la S. finisce il canto dell'Allegia e del Gloria nelle Messe del tempo (v. ALLELUIA) e in sua voce si canta il Tractus dopo il Graduale. Le funzioni si fanno in paramenti di colore violaceo: il diacono e il suddiacono indossano la dalmatica e la tunicella, ma di colore violaceo.