SIAN, ARCIDIOCESI di. - Al centro della provincia dello Shensi, nella Cina settentrionale.
Può dirsi eretta, con il nome di vicariato apost. dello Shansi e dello Shensi, il 15 ott. 1696, quando quelle due province, insieme con la provincia del Kansu, furono staccate dalla diocesi di Pechino e costituite in missione autonoma: si fa incominciare allora, con il p. Basilio Brollo da Gemona (m. nel 1704), la serie degli Ordinari di S. Il 3 marzo 1844 fu eretto il vicariato apost. dello Shensi comprendente anche il Kansu e il vicariato apost. dello Shansi. Il primo, da cui il 21 giugno 1878 era stato staccato il Kansu (v. LANCHOW), il 2 ag. 1887 fu diviso nei vicariati apost. dello Shensi meridionale (v. HANCHUNG) e dello Shensi settentrionale; questo l'11 apr. 1911 fu di nuovo diviso nei vicariati apost. dello Shensi settentrionale (v. YENAN) e dello Shensi centrale, che il 3 dic. 1924 prese il nome di Sianfu. Nel 1928 cedette tre sottoprefetture civili per l'erezione di Hingan, nel 1931 ne cedette 16 Sanyuan (v.) e 12 Tungchow (v.) quindi nel 1932 ne cedette 6 per l'erezione di Chow-
chih e 6 FENGTIEN (v.). L'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, S. fu elevata ad arcidiocesi metropolitana della provincia ecclesiastica dello Shensi con le diocesi suffragance di Fengsiang, Hanchung, Sanyilan, Yonan, cui il 10 marzo 1951 fu aggiunta la diocesi di Chowchih. Fu affidata fin dall'inizio all'Ordine dei Frati Minori, che per il lavoro missionario vi manda i religiosi italiani della provincia regolare toscana di S. Bonaventura.
Ha un'estensione di 12 kmq. Al 30 giugno 1948, su ca. 1.500.000 ab., i cattolici erano 13.795 e i catecumeni 2945. Vi lavoravano, oltre all'arcivescovo, 9 sacerdoti secolari cinesi e 16 sacerdoti francescani, di cui 1 cinese; 61 suore, di cui 48 cinesi; 24 catechisti, 69 maestri, 29 battezzatori, 2 medici e 15 infermieri. Le opere risultavano di 1 seminario, 1 ospedale, 9 dispensari di medicinali e 1 orfanotrofio. Il territorio era diviso in 15 stazioni primarie e 128 secondarie con 11 chiese e 68 cappelle. Le 11 scuole elementari raccoglievano 1552 alunni e quella media 346.
A S., allora capitale della Cina, il cristianesimo, sotto la forma dell'eresia nestoriana, fece la sua prima comparsa nel 635 e da S. si diffuse fino alle più remote province dell'Impero durante i secc. VII-VIII, ma - a quanto sembra - fece pochissimi proseliti tra i Cinesi. Di questa prima predicazione evangelica si è storicamente certi in seguito alla scoperta della famosa stele di S. scolpita il 4 febbr. 781 e portata alla luce dai Gesuiti nel 1625. Il b. Odorico da Pordenone (sec. XIV) si trattenne a S. nel suo viaggio di ritorno in Europa. L'evangelizzazione fu ripresa al principio del sec. XVII dai Gesuiti, chiamativi dal mandarino Wancheng, il quale era stato da loro battezzato (v. SANYUAN). Essi, tra cui degno di particolare memoria il p. Stefano Fabre che morì a S. nel 1659, dettero impulso metodico alla missione e la loro opera fu continuata dai Francescani, taluno dei quali si spinse fino alla Grande Muraglia, come il p. Gabriele da Torino nel 1742 e il p. Giambattista da Serravalle nel 1755. Tuttavia, gravi persecuzioni che inferirono in diverse riprese dal 1724 al 1843, impedirono il prospero sviluppo del cristianesimo, che contro invece più numerose conversioni nella prima metà di questo secolo, in cui per altro non mancarono, a cominciare dal 1926, disturbi al lavoro missionario provocati da quasi continue incursioni di bande brigantesche penetrate dal Honan, o da quelle pullulate sul posto e, da quasi un ventennio, provocati anche da torbidi comunisti. Il vicario apost. De Donato (1843-48) stabilì la sede della missione a Tungyuanfang, ove rimase fino al 1923.