SICLO (ebr. šéqel). - Peso e moneta in uso nell'antico Oriente mediterraneo. Nei testi biblici riferentisi al periodo preesilico, il s. designa sempre un peso (v. TALENTO). La moneta appare solo nel sec. VII a. C. e si discute se si debba attribuire ai Lidi oppure a popolazioni egee. Erodoto (I, 94) la dichiara di origine lidia.
Dario di Istaspe si ispirò a tale uso quando coniò darici d'oro e s. d'argento. Il darico aureo valeva 20 s. d'argento del peso di 5,6 gr. Secondo Senofonte (Anabasi, I, 5, 6), il s. equivaleva a 7,50 oboli attici. Solo il re poteva coniare monete d'oro, mentre talvolta si concedeva ai satrapi ed alle città autonome di coniare monete d'argento. Ciò spiega l'esistenza di monete d'argento con la dicitura Jēhūdh (« Giuda »), risalenti forse al sec. v a. C. A Simone Maccabeo simile diritto fu riconosciuto da Antioco VII Sidete (I Mach. 15, 6). Ma le monete d'argento esistenti con il nome di Simone datano o dal tempo della guerra contro i Romani (66-70 d. C.) oppure da quello di Simone Bar Kökhöbhä (v.). I principi asmonei, i re erodiani ed i procuratori romani coniarono solo monete di bronzo.
Il mezzo s. sacro, che ogni anno i Giudei dovevano pagare come tassa per il Tempio, generalmente didramma (v.) attico (ca. 360 lire d'oro).
