SIMEONE (ebr. Šim'ôn, greco Συμζόν). - Giacobbe (v.) e Lia (Gen. 29, 33; 35, 22; 48,5) da cui ebbe nome una delle tribù d'Israele. La madre ne collegò il nome, al momento della nascita, con l'esaudimento del Signore, «perché udî (fâma') ch'io sono disamata e mi diede anche questo (figlio)». Partecipò con Levi alla feroce e sleale repressione dei Sichemiti, che avevano disonorato la sorella Dina (ibid. 34, 1-31): il fatto incorse nel biasimo di Giacobbe (ibid. 59,5 sgg.), ma per certo suo aspetto di eroismo e zelo religioso-patriottico fu anche celebrato (Iud. 9, 2). Nel primo viaggio che fece in Egitto durante la carestia, S. fu tenuto da Giuseppe in ostaggio, non essendo il primogenito Ruben colpevole della vendita del fratello (Gen. 42, 25,36; 43, 23). In Egitto lo raggiunsero poi con Giacobbe i suoi sei figli (ibid. 46, 10; cf. I Par. 2,1; 4, 24 sgg.).
Le notizie principali sulla tribù di S. sono date in Ios. 19, 1-9. Il suo territorio era tra Bersabee e il Mar Morto, a sud di Giuda, con cui la tribù sembra annessa (ibid. 19, 1) e da cui effettivamente fu assorbita: è il Nègheth, vasta zona desertica, in cui la tribù più che stanzata appariva dispersa (I Par. 4, 39-43), idea riflettuta nel minaccioso vaticinio di Giacobbe (Gen. 49, 7) e nel fatto che nella benedizione di Mosè (Deut. 33) la tribù è omessa.
Il declino della tribù appare fin dall'epoca del deserto: i Simeoniti atti alle armi al Sinai erano 59.300 (Num. 1, 22), nelle steppe di Moab solo più 22. 200 (ibid. 26, 12-14). L'occupazione del territorio affidato a S. avvenne con l'aiuto di Giuda (Iud. 1, 3,17), che si tenne la parte migliore: quella toccata a S. non era che steppa o deserto. Ciò spiega anche perché in questa tribù vi era la sola città levitica di Asan (I Par. 6, 59.65 [ebr. 6, 44, 50]; Ain in Ios. 21, 4.9.16 è da correggere in Asan). I Simeoniti forniscono ancora 7100 guerrieri a David (I Par. 12, 25). Ma già in quest'epoca, e sempre più spesso in seguito, le città già di S. vengono censite come giudaiche: Bethel, Ramoth a sud, Arama, Asan (I Sam. 30, 27-30), Bersabee (II Sam. 24, 7; I Reg. 19, 3; II Reg. 23, 8), Siceleg (I Sam. 27, 6), ecc. (cf. I Par. 4, 28-31).
Le notizie successive lasciano intendere che la tribù dovette attraversare difficoltà particolari, contro cui cercò di reagire: in parte fu assorbita da Giuda, in parte forse

(fot. Biblioteca Vaticana).
Il nome di S. fu portato anche da un cittadino di Gerusalemme del tempo di Esdra (Estd. 10, 31) e da un sacerdote, antenato dei Maccabei (I Mach. 2, 1). Giovanni Rinaldi