SIMPLICIANO, vescovo di Milano, santo. - Probabilmente di origine milanese, presbitero a Milano e dal 397 successore di s. Ambrogio nella sede vescovile, m. il 15 luglio 400. Battezzò s. Ambrogio (Agostino, Conf., VIII, 2, 3) e l'assistente.
Si sono conservate epistole (Epp. 37, 38, 65, 67) di Ambrogio a S., mentre quelle di S. ad Ambrogio sono andate perdute, come quelle che scrisse a s. Agostino, ancora presbitero, nelle quali lo esortava: «agitate ingenuum et expositioni scripturarum vacare» (Gennadius, De viris illustr., 36 [37]). Di Agostino si conservano una epistola a S. (Epp., 37); inoltre s. Agostino gli ha dedicato l'opera De diversis quaestionibus ad Simplicianum libri, che scrisse nel 396. S. era nel sec. IV una personalità di prim'ordine, non soltanto per i suoi rapporti con s. Agostino, ma perché aveva preso parte anche nella conversione di lui e di C. M. Vittorino ([v.] cf. Agostino, Conf., VIII, 11, 3). S. che aveva molto viaggiato era un teologo colto, anche conoscitore della filosofia neoplatonica. Papa Anastasio I (Epp. ad Simplician.: PL 20, 74), voleva indurlo a prendere misure contro gli aderenti di Origene, ma S. morì prima di aver deciso (400 o 401). Probabilmente la sua decisione non sarebbe stata molto differente da quella del suo successore Venero che, condannando gli errori di Origene, si rifiutò di condannare anche Rufino. Esistono Trento (v.) In laudem martyrum, cioè dei martiri di Trento, Susinno e compagni (PL 20, 74), diretta a S., e scritti sinodali di Cartagine (a. 397; cf. Mansi, III, 8o1) e di Toledo (a. 400; ibid., 945, 1007). La tomba di S. si trova nella Basilica costruita da lui per le reliquie di s. Sisinnio e compagni. Festa il 16 ag.