SINAGOGA, GRANDE

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SINAGOGA, GRANDE. - Nella Mišna' ('Abhôth, I, 1) si afferma che rappresentanti della genuina tradizione ebraica furono Mosè, gli anziani da lui scelti, i profeti, gli «uomini della g. s.» ('anîš kênêseth hag-gêdhôlah), quindi Simone il Giusto ed i suoi successori. Dal testo risultebbe che la g. s. fu l'anello di congiunzione fra l'antico profetismo e le prime coppie dei famosi sapienti (Giosuè ben Jô'ezer, Giosuè ben Jôhânân, ecc.).

Nel medesimo testo si riportano tre massime degli uomini della g. s.: 1) siate cauti nel giudicare; 2) procuratevi molti discepoli; 3) ponete una siepe intorno alla Legge. È il programma del fariseismo più genuino. Più tardi si attribuì loro anche un'attività legislativa, finché in Bâbâ' Bâthrâ' 15a si additarono come autori dei seguenti libri: Ezechiele, 12 profeti minori, Daniele, Ester. Perché il legame apparisse più evidente anche i profeti Aggeo, Zaccaria e Malachia vennero considerati membri della g. s.

Sebbene anche in epoca piuttosto recente (S. Krauss, H. Englander) si sia presentata ancora la g. s. come il supremo organismo nazionale-religioso al tempo della dominazione persiana, ora si ritiene comunemente che si tratti di una pura leggenda, sorta forse sotto l'influsso di Neh. 8-10. Secondo il Bickerman l'espressione 'anîš kênêseth hag-gêdhôlah sarebbe equivalente a bênê hag-gôlah ('figli della deportazione', «esiliati»). Quanti tornarono dalla Mesopotamia realizzarono «il grande raduno». Questa generazione costituì l'anello di congiunzione fra gli ultimi profeti e Simone il Giusto ed Antigono di Socho, giacché secondo una cronologia rabbinica fra Ciro ed Alessandro Magno sarebbero trascorsi solo 52 anni.

BIBL.: W. Bacher, Synagogue the great, in Jew. Enc., XI, pp. 640-43; E. Schürer, Geschichte des jüdischen Volkes im Zeitalter Jesu Christi, II, 4a ed., Lipsia 1907, pp. 416-418; H. Englander, The men of the great synagogue, Cincinnati 1925; E. Bickerman, 'Viri magnae congregationis', in Revue biblique, 55 (1948), pp. 397-402.