SINASSARIO

SINASSARIO. - Dal greco συναξάριον, da συνάγει = radunare, e σύναξει = adunanza. Questo termine designava un « libro liturgico che si leggeva nelle adunanze religiose ». Tale accezione è puramente cristiana, quindi anche il significato variò seguendo gli sviluppi liturgici delle adunanze cristiane. Però, il significato fondamentale di « libro liturgico » gli rimase sempre.

Anticamente il s. costituiva una specie di lezionario che racchiudeva specialmente pericopi bibliche senza escludere altri scritti di natura edificante. Tali pericope intercalavano la sesta e la settima ὕδῃς (inno) dell'ὕρθρος (ufficio divino dell'alba, laudes del rito latino).

A poco a poco dalla prevalenza biblica si passò a quella agiografica. Quindi il s. divenne un libro liturgico che in Occidente potrebbe essere paragonato al martirologio, in cui la memoria del santo era accompagnata da una breve notizia biografica edificante, come nel II Notturno dell'Ufficio del rito latino. In questo caso si chiama « grande s. ». Qualora, invece, i santi del giorno siano semplicemente ricordati, si ha il « piccolo s. ». Il s. è la parte storica dell'Ufficio divino.

BIBL.: H. Delchaye, Synosarium Ecclesiae Constantinopolitanae, in Propylaeum ad Acta SS. Novembris, Bruxelles 1902, ed. critica fondamentale; A. Couturier, Cours de liturgie grecque-melhite, II. Office divin, Gerusalemme-Parigi 1914, pp. 27.
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“SINASSARIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 405. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sinassario.