SINASSARIO. - Dal greco συναξάρχων, da συ-
νάγω = radunare, e σύνδεσμος = adunanza. Questo ter-
mine designava un «libro liturgico che si leggeva
nelle adunanze religiose». Tale accezione è pura-
mente cristiana, quindi anche il significato vario se-
guendo gli sviluppi liturgici delle adunanze cristiane.
Però, il significato fondamentale di «libro liturgico»
gli rimase sempre.
Anticamente il s. costituiva una specie di lezionario
che racchiudeva specialmente pericolo bibliche senza
escludere altri scritti di natura edificante. Tali pericolo
intercalavano la sesta e la settima δυθύ (inno) dell'εφθαρός
(«Ufficio divino dell'alba, laudes del rito latino»).
A poco a poco dalla prevalenza biblica si passò a
quella agiografia. Quindi il s. divenne un libro liturgico
che in Occidente potrebbe essere paragonato al martiro-
logio, in cui la memoria del santo era accompagnata da
una breve notizia biografica edificante, come nel II Not-
turno dell'Ufficio del rito latino. In questo caso si chiama
«grande s.». Qualora, invece, i santi del giorno siano sem-
plicemente ricordati, si ha il «piccolo s.». Il s. è la parte
storica dell'Ufficio divino.