SION (ebr. Šijjôn). - Nome indigeno della forte tezza iubesa, situata nella parte meridionale del colle orientale (v. OPHEL) Gerusalemme (v.), espugnata dal re David e, in suo onore, chiamata "città di David" (II Sam. 5,7; 11,5).
Si mantenne il nome cananeo, la cui etimologia non è stata ancora stabilita, ma sembra comportare il senso di aridità (da šijjah «cosa secca») o di protezione (da šîn «difendere»). Estesosi dapprima a tutto il colle dell'Ophel, diventato sacro per l'insediamento dell'Arcadi dell'Alleanza (II Sam. 6,10-12), trasmigrò poi, nel dilataresi della città, ad indicarne il punto più difeso e centro della vita religiosa e civile. Quando Salomone fece trasferire l'Arca dalla provvisoria dimora sul S., nel Tempio da lui costruito sul colle del Moria (II Par. 3, 1 e 5,2) questo colle fu nel linguaggio poetico dei Salmi e dei Profeti denominato S. (Ps. 73,2; Is. 8,18; 10,12; Jer. 31,13; Joel 3,17); anzi il glorioso nome fu usato, simbolicamente, per tutta la città di Gerusalemme (Is. 29,9; Bild.: V. GERUSALEMME. Donato Baldi).