SOLMINIHAC, ALAIN DE, VENERABILE

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SOLMINIHAC, ALAIN de, venerabile. - Vescovo di Cahors, uno dei restauratori della vita cattolica francese nel sec. XVII, n. 125 nov. 1593 nel castello avito di Belet, m. il 31 dic. 1659 nel castello episcopale di Mercués.

Ricevuta una sommaria istruzione umanistica nel castello di Belet (Périgord), a 21 anni divenne abate del monastero di Chancelade, dei Canonici Regolari, per rinuncia dello zio. Alain si propose di vivere da religioso e di rialzare le sorti dell'abbazia distrutta dagli ugonotti. Completata la sua formazione intellettuale all'Università di Parigi, dove strinse amicizia con S. Vincenzo de Paoli e l'Olier, ricostruì gli edifici conventuali di Chancelade e vi ripristinò, seguito soltanto da uno dei vecchi canonici, la vita regolare, secondo le nuove Costituzioni scritte da lui, con accentuato rigore di pratiche ascetiche.

Molti monasteri di Canonici Regolari chiedevano ad Alain di estendere anche ad essi la sua riforma, ma questa espansione venne attraversata dal disegno del card. LA ROCHEFOUCAULD, FRANÇOIS DE (v.) di unire tutti i Canonici Regolari nell'unica «Congregazione di Francia». Per l'energia di S., l'abbazia di Chancelade rimase autonoma e perseverò tale fino alla Rivoluzione. Nel 1636, costretto ad accettare il vescovato di Cahors, continuò a vivere da religioso insieme a cinque dei suoi Canonici Regolari; aumentò, anzi, la sua austerità.

Secondo lo spirito del Tridentino, provvide alla riforma della sua diocesi; fece ininterrottamente la visita pastorale, preceduto dai suoi Canonici Regolari che predicavano, a sue spese, le missioni; ricostruì ospedali, apri orfanotrofi, andò incontro ai bisogni del popolo profondendo tutte le sue entrate nei periodi di carestia o di peste. Scrisse un catechismo rimasto perché i fedeli imparassero più facilmente le verità della fede. Ogni anno convocò il sinodo; costrinse i parroci alla residenza, fondò il Seminario, impose al clero il ritiro mensile e gli esercizi spirituali ogni anno. Vigilantissimo contro il pericolo protestante, controllava i libri, i predicatori e gli insegnanti, allontanando dai posti di responsabilità tutti i sospetti di eresia. Non si dette pace fino a che non vide condannato il giansenismo e proscritto il Traité des droits et libertés de l'Eglise gallicane dei fratelli Dupuy. Il suo corpo riposa nella cattedrale di Cahors. Sempre universalmente esaltato come un gran santo, il popolo lo invoca con lo strano titolo di «bienheureux Jérusalem». Pio XI ne proclamò l'eroicità delle virtù il 19 giugno 1927.

BIBL.: E. Sol, Le vendrabale A. de S., abbé de Chancelade et évêque de Cahors, Cahors 1928 (con tutta la vasta bibli. precedente). Giorgio Idamo Scatena