SOLOV'EV, VLADIMIR SERGHÉEVIČ. - Il più grande filosofo russo, n. il 16 (28) genn. 1853 a Mosca, m. il 31 luglio (13 ag.) 1900 presso Mosca.
Studió nell'Università e nell'Accademia ecclesiastica di Mosca. Nel 1874 difese la tesi La crisi della filosofia occidentale, contro i positivist
i. Insegnò nell'Università di Mosca (genn
maggio 1875). Viaggiò in seguito a Londra, Parigi, Nizza, in Egitto (dove ebbe la celebre visione della «Sofia-Sapienza»: cf. la sua poesia Tre incontri). Tra il 1880-81 tenne lezioni anche nell'Università di Pietroburgo. Di quel tempo sono: I fondamenti filosofici della conoscenza integrale (1877), La critica dei principi astratti (1877-80) e, più importante, Lezioni sulla divino-umanità (1878-81). Nel 1881 dovette rinunciare all'insegnamento, perché aveva fatto pubblico appello alla clemenza per gli uccisori dello zar Alessandro II. Seguirono altri viaggi all'estero (1886, 1888-89, 1893 e 1899). Nel 1886 scrisse a Zagabria una parte di La storia e l'avvenire della teocrazia, ed ivi nel 1888 l'introduzione a La Russie et l'Eglise universelle (trad. it.), altra parte della vasta opera rimasta incompiuta. Si dedicò interamente allo studio di questioni religiose e politiche e ad un'ampia attività politico-religiosa per la riunione dei cristiani separati. Prima slavofilo, negli a. 1882-88 si distaccò sempre più dall'opinione degli antichi slavofili sulla causa dello scisma tra Oriente ed Occidente, e finì con l'accettare la dottrina cattolica sullo sviluppo dogmatico ed il primato del Papa. Al principio di quel periodo scrisse I fondamenti religiosi (più tardi spirituali) della vita (1882-84). Le ultime opere importanti sono: Sulla giustificazione del bene (1894-97; 2a ed. 1898), l'etica del S., e Tre discorsi (con alla fine, la Leggenda sull'Anticristo, 1899-1900). Iniziò pure una traduzione dei dialoghi di Platone. Nel 1896 S. accettò di nascosto il credo cattolico. Ricevette gli ultimi Sacramenti nella proprietà dei principi S. e E. Trubetskoj, non essendovi un sacerdote cattolico, dal parroco non-cattolico del paese.S. sta al centro della filosofia russa. Ha subito diversissime influenze: del neoplatonismo, di Spinoza, dell'idealismo (Schelling, von Baader, ma anche Hegel), di Böhme, Shopenhauer, E. von Hartmann, A. Comte, della Cabala, teosofia, ecc. e fu in rapporto con i russi più eminenti del tempo (Dostoevskij, L. Tolstoj, K. Leontev, e molti altri). Egli cercava la sintesi, come di fede e ragione in un realismo intuitivo-mistico, così delle due correnti principali del pensiero russo, slavofilismo ed occidentalismo. Ha influenzato notevolmente il «Rinascimento russo» all'inizio del sec. XX ed i migliori filosofi russi: S. ed E. Trubetskoj, V. BEURON, S. Bulgakov, N. Berdjaev, P. Florenskij, V. Ivanov, L. Karsavin, altri.
Le grandi idee sintetiche e universali del pensiero di S. sono: la «tuttunità» («sedestivo») di Dio e dell'universo cosmico e storico (nelle varie fasi della creazione, caduta, redenzione, escatologia); la «divino-umanità» (bogo-élevéestivo) del Logos e della Sofia (Sapienza), di Cristo e della Chiesa; l'insieme della «teosofia, teocrazia e teurgia»; la «teocrazia universale» cristiana, cioè il regno di Cristo in terra (di cui fanno parte i tre principi del sacerdozio, del regno e del libero profetismo: il principio «trinitario»). S. abbandonò poi l'idea dell'attualizzazione terrestre della teocrazia, senza tuttavia rinunciare all'universalità della propria sintesi culturale, filosofica, religioso-cristiana.
S. fu uno spirito sistematico, con esperienze intuitivo-mistiche a base delle sue speculazioni teoriche. Ammirevole è il suo itinerario dalla posizione slavofila antiormana sino all'accettazione del primato del papa. Confutò in maniera classica lo slavofilismo. La sua sintesi presenta tuttavia dal punto di vista cattolico alcune incertezze: nel rapporto tra Dio e la creatura è trascurata l'analogia dell'essere incroato e creato; la relazione di Dio al mondo è simile a quella tra l'anima e il corpo, per cui S. si avvicina al panteismo. Tentando dedurre logicamente misteri soprannaturali, come quello della

(per cortesia di mon. A. P. Frutaz)
SOLOV'EV, VLADIMIR SERGHÉEVIČ - Ritratto di S. a 38 anni.
S.ma Trinità (la cui esistenza egli suppone d'altra parte come rivelata), indulge a un certo semirazionalismo. Nell'intento di affermare e appropriarsi tutto ciò che è vero nelle varie confessioni cristiane, e specialmente volendo essere insieme «cattolico ed ortodosso», S. si espresse talvolta nel senso di un sporacono-fessionismo, in cui non risulta abbastanza chiaramente che la Chiesa cattolica è l'unica vera Chiesa di Cristo, rimasta essenzialmente universale anche dopo le grandi separazioni d'oriente e d'occidente.