BEURON

BEURON. - Arciabbazia di S. Martino (Hohenzollern, Germania). Dal 1077 fu un priorato di Canonici lateranensi, divenuta poi abbazia nel 1687 e soppressa nel 1803. La principessa Caterina di Hohenzollern concesse gli edifici WILTEN (v.), monaci benedettini dell'abbazia di S. Paolo fuori le mura a Roma (1863); essa fu ristabilita abbazia nel 1868 ed eretta ad arciabbazia nel 1884.

Da essa vennero poi fondate le abbazie: di Emmaus (in Praga-Cecoslovacchia), di Sechen nella Stiria (Austria), di Maredsous (nel Belgio), di Erdington (Inghilterra), di Maria Laach, di Gerleve, di Neuburg (Germania), di Sion (Gerusalemme). Mediante i suoi aiuti vennero anche erette le abbazie benedettine femminili di Maredret (Belgio), di S. Gabriele (Praga, traslata poi nel 1920 a Bertholdstein, Stiria), di Eibingen, Kellenried (Germania). B., costituita in Congregazione nel 1868 e confermata definitivamente l'8 luglio 1929, cooperò anche alla fondazione di altri monasteri come le abbazie di Weingarten, Neresheim, Grüssan (Germania), nonché al rifiorire di altre Congregazioni e contribuì all'istituzione del Pontif. istituto di S. Anselmo in Roma. B. promosse in modo speciale il culto liturgico e il canto gregoriano in Germania; nel campo scientifico B. fondò il suo istituto per palinsesti e divenne sede della scuola

teologica della Congregazione beuronense con una speciale fornitissima biblioteca.

BIBL.: O. Wolf, B., 6ª ed., Beuron 1923; H. S. Mayer, Benediktinisches Ordensrecht in der Beuroner Kongregation, I, ivi 1929; P. Volk, s. V. in DHG, VIII, coll. 1279-82; Benediktinische Monatsschrift (dall'anno 1919). Matteo Rothenhäusler

SCUOLA DI BEURON. - In relazione con lo spirito che esortò alla restaurazione dell'antica liturgia e del canto gregoriano, sorse a B. nella seconda metà del sec. XIX una scuola pittorica. Fu fondata da Pietro Lenz, n. nel 1832 ad Haigerloch. Questi, dopo avere studiato scultura a Monaco e a Roma, si fece benedettino col nome di Desiderio nel monastero

di B. dove poi morì nel 1928; qui si associò il calvinista convertito pittore Wüger (D. Gabriele), il pittore Steiner (D. Luca) ed in seguito altri. La prima opera, eseguita nel 1870, fu la cappella di S. Mauro a B. dove il nuovo stile è già completamente formato. Seguirono altre decorazioni nel duomo di Costanza (cappella di S. Corrado), nella chiesa abbaziale e nei chiostri di B. Con l'imperversare del Kulturkampf i monaci

BEURON - Veduta dell'Arciabbazia.

dovettero allontanarsi, e, chiamati in Italia da d. Bonifacio Krug, abate di Montecassino, decorarono nel 1880 la Torretta dell'archicenobio con un imponente complesso di affreschi e di rilievi. Dopo la decorazione delle chiese di Emmaus e di S. Gabriele a Praga ed altri lavori eseguiti a Stoccarda, a Maria Laach e altrove, i beuronensi, che avevano perduto don Gabriele Wüger, ma acquistato don Adalberto Gresnicht, ebbero l'incarico di compiere la loro opera più importante: la ricchissima decorazione dell'ipogeo di s. Benedetto e di s. Scolastica nella badia di Montecassino, inaugurata nel maggio 1913.

La scuola ha compiuto in seguito molti altri lavori, curando anche le oreficerie, gli arredi, i ricami.

I beuronensi ebbero la tendenza a sintetizzare le forme entro schemi geometrici; il loro misticismo li condusse anche sulle orme dei trecentisti e dei quattrocentisti italiani particolarmente dell'Angelico.

Il rigore del metodo, fissato dallo stesso d. Desiderio Lenz in un formulario, ha tuttavia generato talvolta manifestazioni di un nuovo genere di manierismo. Resta però sempre il fascino di un lavoro compiuto da una comunità con perfetta unità di intenti, con l'armonica fusione di tutte le arti maggiori e minori e con il massimo sfruttamento estetico delle varie tecniche e dei più diversi materiali.

BIBL.: C. Costantini, L'arte benedettina, in Emporium, febbre. 1911; L. Janssens, L'arte della Scuola benedettina di B., in Arte Cristiana, 1 (1913), pp. 161-84; Z. J. Kreitmayer, Beuroner Kunst, Beuron 1923; D. Lenz, Zur Ästhetik der Beuroner Schule, ivi 1927. Corrado Mezzana
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“BEURON.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 886. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/beuron.