CASAMARI - Lato est del chiostro dell'abbazia (prima metà del sec. XIII).
sore del S. Ufficio per più di cinque anni, di segretario della Congregazione dei vescovi e dei regolari, finché il 6 giugno 1673, Clemente X lo creò cardinale del titolo di S. Maria in Portico. Gli furono assegnate cinque fra le più importanti Congregazioni, fra le quali quella del S. Ufficio. Nel 1693 Innocenzo XII lo nominò bibliotecario di S. Romana Chiesa, e in questa dignità si consolidò la sua fama di mecenate. Desideroso di pubblicare le opere antiche inedite della biblioteca Vaticana, incaricò il vice bibliotecario abate Zaccagni di una serie di volumi dal titolo Collectanea monumentorum veterum Ecclesiae graecae et latinae, che rimase, però, sospesa dopo il primo volume per la morte del C. Nel campo politico, notevole fu l'opera del C. nel conflitto della S. Sede con Luigi XIV, e a lui si deve specialmente se Innocenzo XI sostenne fermamente i diritti della Chiesa, così che il C. si acquistò l'odio del re di Francia che nei successivi conclavi fino al 1700 inviò per lui il veto, pur ammirandone la dottrina e l'ingegno. Ebbe molta parte nella condanna di Michele Molinos e nel far dichiarare eretiche le dottrine dei quietisti con una bolla di cui egli stesso stese la minuta (1687).
Il C. è una delle maggiori personalità ecclesiastiche del Seicento, di particolare rilievo è la sua figura di studioso: raccoglitore di libri, ricercatore di antichi documenti, aveva messo insieme una biblioteca ricca di oltre 25.000 volumi, fra cui molti pregevoli manoscritti, che donò per testamento ai Domenicani della Minerva, aggiungendovi la somma di 160.000 scudi romani per la fondazione di una grande biblioteca pubblica accanto al convento (bibliotheca Casanatensis). Altre rendite assegnò per la fondazione di un collegio di teologi domenicani (theologi casanatenses) per lo studio della teologia e due cattedre per l'insegnamento della Summa di s. Tommaso.