CASANOVA, GIACOMO. - Avventuriero, n. a Venezia il 2 apr. 1725 , m. il 4 giugno 1798 a Dux (Boemia), dove si era ritirato nel castello del conte di Waldstein in qualità di bibliotecario e scrisse i suoi Ménoires rivivendo le sue mille imprese erotiche ed affaristiche, i suoi viaggi, le sue avventure di gioco e di corte. Era stato in Francia, a Dresda, a Vienna, a Praga, a Pietroburgo, in Olanda, in Svizzera, ovunque intessendo rovinose imprese commerciali e avventure galanti. Nel 1755 fu arrestato e processato sotto l'accusa di massoneria e magia, ma dopo quindici mesi di carcere riusci a fuggire dai Piombi (si veda la Histoire de sa fuite, Lipsia 1788).
Nonostante alcune aperte dichiarazioni di ossequio alla religione ("chaque chose qu' il avait faite c'était par l'ordre de Dieu", fece dire al principe di Ligne), C. era un uomo esclusivamente assetato di vita mondana. Il suo girovagare vivendo di espedienti, il suo esprit di libertino interessante la storia del costume settecentesco, di cui egli, col Balsamo, è il rappresentante più strepitoso. Postumi, nel 1822, furono pubblicati i Ménaires.
CASANOVA, GIACOMO
Bibl.: E. Maynal, C. et son temps, Parigi 1911; G. Gajitz, G. C. und sein Lebensroman, Vienna 1921; G. Toffanin, C. sanfedista, in La cultura, 42 (1923), pp. 433-38; R. Vezc-E. Pallio, Bibliographie anecdotique et critique des oeuvres de Jacques C., Parigi 1926; A. Zettoli, G. C., 2 voll., Roma 1945. Giorgio Petrocchi