CASANATE, GIROLAMO

CASANATE, GIROLAMO. - Cardinale domenicano, n. a Napoli da antica e nobile famiglia spagnola il 13 febbr. 1620, m. a Roma il 3 marzo 1700.
Nel 1635 si laureò in utroque iure all'Università di Napoli. Vestito l'abito domenicano, nel 1645 andò a Roma dove Innocenzo X, che da cardinale l'aveva preso a benvolere, lo nominò cameriere d'onore; in seguito il C. entrò nella prelatura e divenne assistente alla corte romana. Nel 1648 fu eletto governatore della Sabina, dove rimase quattro anni facendosi apprezzare per la sua intelligente amministrazione.
Nel 1652 governatore di Fabriano, nel 1656 governatore di Ancona; ai primi di genn. del 1658 il cardinale segretario di Stato lo chiamò nuovamente a Roma. Rimase per qualche mese libero da uffici, per cui poté dedicarsi ai suoi studi preferiti fra i numerosi libri che aveva già raccolto. Il 23 sett. partì da Roma per andare ad assumere la carica di inquisitore di Malta. Ritornò a Roma il 7 giugno 1663 e nel decennio 1663-73 fu adibito a vari alti uffici, tra cui quello di governatore di Borgo (1663-1667), di governatore del Conclave (2 giugno 1667), di assessore del S. Ufficio per più di cinque anni, di segretario della Congregazione dei vescovi e dei regolari, finché il 6 giugno 1673, Clemente X lo creò cardinale del titolo di S. Maria in Portico. Gli furono assegnate cinque fra le più importanti Congregazioni, fra le quali quella del S. Ufficio. Nel 1693 Innocenzo XII lo nominò bibliotecario di S. Romana Chiesa, e in questa dignità si consolidò la sua fama di mecenate. Desideroso di pubblicare le opere antiche inedite della biblioteca Vaticana, incaricò il vice bibliotecario abate Zaccagni di una serie di volumi dal titolo Collectanea monumentorum veterum Ecclesiae graecae et latinae, che rimase, però, sospesa dopo il primo volume per la morte del C. Nel campo politico, notevole fu l'opera del C. nel conflitto della S. Sede con Luigi XIV, e a lui si deve specialmente se Innocenzo XI sostenne fermamente i diritti della Chiesa, così che il C. si acquistò l'odio del re di Francia che nei successivi conclavi fino al 1700 inviò per lui il veto, pur ammirandone la dottrina e l'ingegno. Ebbe molta parte nella condanna di Michele Molinos e nel far dichiarare eretiche le dottrine dei quietisti con una bolla di cui egli stesso stese la minuta (1687).
Il C. è una delle maggiori personalità ecclesiastiche del Seicento, di particolare rilievo è la sua figura di studioso: raccoglitore di libri, ricercatore di antichi documenti, aveva messo insieme una biblioteca ricca di oltre 25.000 volumi, fra cui molti pregevoli manoscritti, che donò per testamento ai Domenicani della Minerva, aggiungendovi la somma di 160.000 scudi romani per la fondazione di una grande biblioteca pubblica accanto al convento (bibliotheca Casanatensis). Altre rendite assegnò per la fondazione di un collegio di teologi domenicani (theologi casanatenses) per lo studio della teologia e due cattedre per l'insegnamento della Summa di s. Tommaso.

Bibl.: Pastor, XIV, XV, passim; J.-J. Berthier, L'Eglise de la Minerva, Roma 1910, p. 401 sge.; M. D'Angelo, Il card. G. C. (1620-1700), Roma 1923. Alfonso Salimei