SPOLETO, ARCIDIOCESI DI

SPOLETO, ARCIDIOCESI di. - L'arcidiocesi di S. comprende un vasto territorio

torio situato nelle province di Perugia, Terni e Rieti; confina con le diocesi di Todi, Terni, Rieti, Norcia e Foligno. Ha 110.000 ab., dei quali 108.000 cattolici, 173 parrocchie con 144 sacerdoti diocesani e 75 regolari. Vi sono 13 case di Ordini e congregazioni religiose maschili e 43 femminili; nel capoluogo è la Casa generalizia della Congregazione delle Suore della S. Famiglia. Ha il Seminario minore (il maggiore è in Assisi); patrono è s. Ponziano martire, la cui festa ricorre il 14 genn. Fu immediatamente soggetta alla S. Sede e fu la prima diocesi umbra ad essere eretta in arcidiocesi nel 1820. L'arcivescovo di S. è abate commendatario perpetuo di S. Croce di Sassovivo e come tale ha diritto di nomina di alcuni titolari di parrocchie esistenti in altre diocesi.

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SPOLETO, ARCIDIOCESI di - Fronte del cippo (2ª metà del sec. III a. C.; legge sacra per la tutela di un bosco sacro a Giove), trovato nel 1876 nella facciata di S. Quirico - Spoleto, Museo civico.
(per cortesia del dott. C. Pietrangeli)

I. STORIA

La storia di S. per l'epoca anteriore alla conquista romana presenta la massima incertezza a causa della scarsità di notizie: si sa solo che fu centro umbro e se ne hanno le tracce nella acropoli, mentre pare possa escludersi ogni soggezione agli Etruschi.

I Romani vi dedussero nel 241 a. C. una colonia, che si dimostrò poi tra le più fedeli poiché appena pochi anni dopo, nel 217 a. C., Annibale fu qui arrestato nella sua marcia verso Roma: questo episodio famoso, nonostante il silenzio di alcune fonti, è ormai ammesso dai maggiori storici moderni. Nel 90 a. C. la colonia divenne municipio ed ebbe durante tutto l'Impero vita fiorente come dimostrano i numerosi resti di costruzioni di questa epoca. La sua importanza crebbe in età costantiniana e soprattutto durante la guerra greco-gotica, quando per la sua posizione naturale la città costituì un valido ed assai conteso caposaldo: ed il coronamento di questa ascesa fu la scelta che nel 570 i Longobardi ne fecero come sede di un ducato.

Sull'origine della cattedra episcopale spoletina scarseggiano notizie e l'esame delle fonti richiede molta circospezione a causa delle frequenti inquinature e interpolazioni. Nessuno dei martiri che la tradizione e le fonti attribuiscono alla città (Gregorio, Ponziano, Sabino, Concordio sono i principali) fu vescovo e il primo presule di cui si ha notizia certa fu Cacilianus (353), ma buone probabilità sussistono in favore di un Laurentius detto «Illuminator» che sarebbe vissuto alla fine del sec. III e in tal caso questa potrebbe essere l'epoca di nascita della cattedra episcopale spoletina, mentre invece la propagazione e diffusione della fede nell'Umbria si vuole far risalire addirittura ad epoca apostolica o subapostolica. La tradizione, ma senza fondamento, vorrebbe primo vescovo spoletino un s. Brizio consacrato dagli Apostoli. Tra i più antichi sono noti i vescovi s. Spes (fine sec. IV), detto il Damaso dell'Umbria, e Achilles (sec. V) che edificò la chiesa di S. Pietro extra moenia. Per riflesso della crescente influenza politica di S. anche la giurisdizione della diocesi si estese e varie sedi vescovili vicine cessarono e furono incorporate a quella spoletina che divenne in tal modo vastissima: Bevagna, Norcia, Trevi, Spello, e per qualche tempo Terni e Rieti.

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SPOLETO, ARCIDIOCESI di - Facciata della basilica di S. Salvatore (sec. IV).
(da M. Salmi, La basilica di S. Salvatore di Spoleto, Spoleto 1931, fasc. II)
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SPOLETO, ARCIDIOCESI di - Croce gemmata. Affresco del sec. VIII nell'abside della basilica di S. Salvatore - Spoleto.
(da M. Salmi, La basilica di S. Salvatore di Spoleto, Spoleto 1931, fasc. 25)
Ma ben più vasta era la giurisdizione del duca longobardo quando i confini del Ducato raggiunsero il Musone verso la Pentapoli, il Tevere verso la Tuscia, l'Aterno, il lago di Fucino e l'Aniene verso Benevento e il Ducato Romano. Per l'importanza strategica del territorio soggetto, per la distanza da Pavia che favoriva l'autonomia del suo duca e soprattutto per la vicinanza con Roma nelle cui vicende la fazione spoletina ebbe sovente ad interferire, fu questo il periodo più glorioso della città che passò dai Longobardi ai Franchi e vide poi i suoi duchi Guido e Lamberto cingere dall'889 all'898 la corona di re d'Italia e imperatori.

Dopo il sec. X le alterne vicende delle lotte tra Papato e Impero ebbero ripercussioni in S. che oscillò ora verso l'una parte ora verso l'altra, ma con prevalenza verso il Papato, in specie al tempo della contessa Matilde, fino al 1155, che fu l'anno fatale per la città che, ribellatasi a Federico Barbarossa, fu da questo distrutta e oltre a perdere i suoi splendidi monumenti non si risollevò più alla passata grandezza; la prevalenza della parte ghibellina portò in quegli anni sulla cattedra spoletina un vescovo scismatico, Witeclino, e a capo del Ducato uomini fedeli all'Impero.

Dopo l'avvento di Innocenzo III, il Ducato, ridotto ormai a confini modesti comprendenti la bassa Umbria e la Sabina, passò definitivamente alla Chiesa che vi inviò i suoi Rettori, mentre si sviluppava vigoroso il libero Comune; e per sede dei Rettori, verso la metà del sec. XIV, il card. Albornoz eresse la poderosa Rocca che fu baluardo inespugnabile a difesa dello Stato della Chiesa. Nei secc. XV-XVI i Rettori furono spesso parenti dei papi (Lucrezia Borgia, 1499-1501), successivamente furono protonotari apostolici e referendari di segnatura. Nel 1798 S. fu capoluogo del Dipartimento del Clitunno e suc-

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SPOLETO, ARCIDIOCESI di - Sarcofago di s. Isacco Siro (sec. VI). Al centro la figura di Cristo col nimbo cruciforme, benedicente alla maniera greca, tra simboli degli evangelisti e figure di monaci.
(da U. Turchi, L'arte cristiana-romanica nell'Umbria e nella Sabina, Milano 1937, tav. 253)
cessivamente, dopo la breve restaurazione, nel 1809, capoluogo del vastissimo Dipartimento del Trasimeno. Fu poi fino al 1860 capoluogo di una Delegazione pontificia.

A reggere l'importante diocesi furono sovente chiamati nei secc. XVII-XVIII anche cardinali (1608-17 Maffeo Barberini, poi Urbano VIII). Nel 1586 le fu staccata la Pieve Torina unita a Camerino, nel 1772 Spello unita a Foligno e nel 1820 Norcia eretta nuovamente a sede vescovile; in compenso S. fu elevata a sede arcivescovile ed il suo arcivescovo ebbe il titolo di abate commendatario perpetuo di S. Croce di Sassovivo: dal 1827 al 1832 resse l'arcidiocesi Giovanni Mastai Ferretti, poi Pio IX. Ad antica famiglia spoletina appartenne Annibale della Genga, Leone XII (1823-29).

II. MONUMENTI

Una storia così ricca e varia spiega come S. ed il suo territorio vantino oggi un notevole complesso di monumenti. Sono tra i più importanti di epoca romana, oltre a cospicui resti di mura di varie epoche e a una ricca messe di epigrafi in gran parte raccolte nel Museo civico, l'arco di Druuo e Germanico (23 d. C.), il teatro (inizio del sec. I d. C.), il ponte Sanguinario (I sec. d. C.), l'anfiteatro (II sec. d. C.), la casa detta di Vespasia Polla (inizio del sec. I d. C.).

Ad età paleocristiana di risalgono la basilica di S. Salvatore ed il tempietto del Clitunno, nei dintorni della città: secondo i più autorevoli studiosi d'arte la datazione di questi due monumenti è da ascriversi alla fine del sec. IV-inizio del V per la Basilica e al sec. V inoltrato per il tempietto.

Notevole è il complesso dei monumenti romanici. Anzitutto il Duomo, nel quale Gregorio IX canonizzò (1232) s. Antonio da Padova: sorto su una più antica chiesa, l'attuale costruzione risale al sec. XII (la torre campanaria è del sec. X), ma il portico è rinascimentale (sec. XV) e l'interno è stato completamente rifatto nel sec. XVII; conserva tuttora nel catino dell'abside l'ultimo affresco di Filippo Lippi che qui morì e fu sepolto. Importanti sono anche S. Pietro per la facciata ornata di sculture del sec. XII, S. Gregorio (sec. XI) recentemente ripristinata, S. Domenico (sec. XII), SS. Giovanni e Paolo (sec. XI) nella quale si conserva un affresco attribuito al Cavallini che è uno dei primi raffiguranti s. Francesco, S. Giuliano (sec. XI), nei pressi del Monteluco, che fu in ogni tempo focolare di asceti e ne conserva numerosi eremi, S. Eufemia (sec. XII).

Tra i monumenti civici, del massimo interesse è il Ponte delle Torri, il più caratteristico di S., e la Rocca costruita, per volontà del card. Albornoz, da Gattapone da Gubbio intorno alla metà del sec. XIV. Di minore rilievo sono i monumenti delle epoche successive quando S. aveva perduto gran parte della sua importanza. La città è tuttora un vivo centro di studi ed è nota la sua Accademia degli Ottusi, la cui fondazione risale, secondo la tradizione, al Pontano, e presso la quale è costituito un Centro Italiano di studi sull'Alto medioevo.

La città è dominata a sud-est dalla verde mole del Monteluco (814 m.), antica selva di elci secolari che fu «lucus sacer» in età romana e, successivamente, rifugio di asceti fin dal sec. IV: tra i più noti s. Giovanni d'Antiochia e s. Isacco (v.) siro che testimoniano interessanti rapporti con l'Oriente. Sulla vetta, s. Francesco edificò nel 1218 un piccolo convento ampliato poi da s. Bernardino

da Siena e in epoche successive; questo convento e, lungo le pendici del monte, numerosi eremi, oggi trasformati in villini, hanno ospitato nel corso dei secoli gran numero di visitatori che vi trovarono riposo e serenità, e tra i quali si ricordano, oltre ai santi già nominati, s. Bonaventura, s. Antonio da Padova, il b. Leopoldo da Gaiche, Paolo III, Pio IX, Clarice Orsini, Michelangelo.

Tra i centri più importanti della arcidiocesi sono: Trevi (v.), Bevagna (v.), Montefalco, che nella chiesa di S. Francesco conserva un ciclo pittorico della vita del santo di Benozzo Gozzoli, un presepio del Perugino e numerose altre opere di pittori umbri del Rinascimento; il santuario della Madonna

della Stella, eretto nella seconda metà del sec. XIX, e l'abbazia di S. Pietro in valle di Ferentillo, fondata dai duchi di S. nel sec. VIII. - Vedi tavv. LXXV-LXXVI.

BIBL.: opere di carattere generale: una bibliografia assai ampia trovasi in C. Pietrangeli, Spoletium, Roma 1939, pp. 13-14; si veda inoltre: A. Sansi, I duchi di S., Foligno 1870; id., Storia del Comune di S., I, ivi 1879, II, ivi 1884, III, ivi 1886; L. Fausti, Le Scuole e la cultura a S., Spoleto 1943. Per la storia religiosa: G. F. Leoncilli, Hist. Spolet. per episcoporum seriem digesta, ma. autografò del sec. XVI presso la Bibliot. comun. di S.: Ughelli, I, pp. 161-63; Cappelletti, IV, p. 327 seg.; Eubal, I, p. 461; II, p. 265; III, p. 322; IV, p. 321; P. F. Kehr, Italia Pontificia, IV, Berlino 1909, pp. 5-17; L. Fausti, Le chiese della diocesi di S. nel XIV sec. in Arch. per la Stor. eccles. dell'Umbria, I (1913), pp. 129-216; Lanzoni, I, p. 436 seg.; G. Antonelli, L. Fausti, in Boll. della Deput. di storia patria per l'Umbria, 40 (1943), con bibl. completa di questo storico ecclesiastico locale. Per i monumenti e gli archivi: A. Sansi, Docum. storici ined. tratti dall'arch. comun. di S., Foligno 1861; id., Docum. storici ined. in subsidio allo studio delle memorie umbre, ivi 1879; P. Laureti, In morte di Giuseppe Sordini, in Atti della Accad. Spoletina, Spoleto 1917, pp. III-VIII, con bibl. del maggiore archcolago spoletino; L. Fausti, Le pergamene dell'Arch. del duomo di S., in Arch. per la Stor. eccles. dell'Umbria, 4 (1919), p. 287 seg.; C. Bandini, La Rocca di S., Spoleto 1933; C. Pietrangeli, C. Bandini, in Boll. della Deput. di storia patria per l'Umbria, 36 (1939) con bibl. dello studioso spoletino; A. P. Frutaz, Il tempietto del Clitunno in un editto del card. C. Rezzonico, in Riv. di arch. crist., 18 (1941), pp. 245-264; G. Antonelli, Le più antiche carte (sec. XI) del monastero di Sassovivo, in Benedictina, 2 (1948), pp. 95-158; id., La chiesa collegiata di S. Gregorio Maggiore in S. e in docum. pont. del suo arch., in Atti del V Convegno naz. di Storia dell'architettura (in corso di stampa); M. Salmi, La basilica di S. Salvatore di S., Firenze 1951; A. Rambaldi, Nuove epigrafi latine a S., in Bull. comm. arch. com., 73 (1949-50; in corso di stampa). Per Montefalco: V. BOLLA. Montefalco, 1937-40, con bibl.; Cottineau, II, coll. 3079-80. Giovanni Antonelli
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“SPOLETO, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 698. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/spoleto-arcidiocesi-di.