Entrò nel Collegio maronita di Roma nel 1641. Tornò nel Libano nel 1654; nel 1662 fu inviato dal patriarca G. Sib'ali ad Aleppo, dove convertì molti melkiti, nestoriani e giacobiti; nel 1668 fu eletto vescovo di Cipro e nel 1670 patriarca di Antiochia per i maroniti.
È degna di rilievo la disputa teologica sostenuta nel 1683 contro Cirillo V, patriarca dei melkiti dissidenti, davanti all'emiro Ahmad b. Ma'n, in seguito alla quale Cirillo V e quattro suoi vescovi si convertirono (A. Martin, *Lettres édifiantes et curieuses*, I, Parigi 1838, p. 87 sq.).
Tra le opere di S. si ricordano: *Manàrat al-Aqdas* (*Faro del santuario*), 2 voll., ed. R. Sartùni, Beirut 1895-96), ampia spiegazione della Messa maronita; *Sisilah batàrikah at-tà'ifah al-màriñijjah* (*Serie dei patriarchi della nazione maronita*), ed. R. Sartùni, ivi 1911); per cui l'autore poté consultare iscrizioni e manoscritti oggi perduti; *Ta'rîh al-azminah* (*Annali*), ed. F. Tautel, ivi 1951); *Kitab-al-ihtigâg*, di cui esiste una versione latina nel Vat. lat. 7411 col titolo *Vindiciae Maronitarum*.