STOPPANI, ANTONIO

**STOPPANI, Antonio.** - Sacerdote e scienziato, n. a Lecco il 15 ag. 1824, m. a Milano il 10 genn. 1891.

Seminariata a undici anni, prima a Lecco e quindi a Milano, partecipò alle Cinque giornate del 1848 - occupandosi specialmente della confezione dei piccoli poloni aerostatici con i quali gli insorti comunicavano con le città viciniori - e quindi seguì l'esercito sardo, addetto alle ambulanze. Ordinato sacerdote pochi mesi più tardi, gli venne affidato l'insegnamento della letteratura italiana e latina nel Seminario milanese di S. Pietro Martire, ma nel 1853 le autorità austriache lo fecero esonerare dall'incarico per i suoi sentimenti patriottici. Passò allora precettore in casa Porro, e quivi cominciò a darsi agli studi geologici, nei quali avrebbe conseguito fama internazionale: la pubblicazione degli *Studi geologici paleontologici sulla Lombardia* (Milano 1857) e poi dei quattro volumi della *Paleontologie lombarde* gli valse infatti la cattedra di geologia all'Università di Pavia (1861) e all'Istituto tecnico superiore di Milano (1862), dove insegnò poi sempre, tranne un quinquennio (1878-1883) passato all'Ist. di Studi superiori di Firenze. A Milano tenne inoltre, dal 1882 alla morte, la direzione del Museo civico. Nel 1866 fu cappellano militare durante la terza guerra di indipendenza, prestando l'opera sua negli ospedali da campo. Nel 1874 visitò la Terrasanta e il vicino Oriente: e durante la lunga degenza a cui fu costretto in Damasco per un incidente di viaggio scrisse il bel libro *Da Milano a Damasco*. Allo scienziato - indubbiamente il maggiore geologo italiano dell'età sua, e tra i più quotati d'Europa - si debbono, oltre i nominati, numerosi e importanti lavori, fra cui tengono il primo posto i tre volumi del *Corso di geologia* (Milano 1871-73); ma la sua fama è particolarmente affidata ad un libro di divulgazione, *Il bel Paese* (1a ed., Milano 1875), che ebbe innumerevoli ristampe. In esso lo S. non soltanto volgarizza la difficile materia, immaginando di tenere discorso a un gruppo di fanciulli, ma, in una prosa di sapore manzoniano, si fa maestro, oltre che di scienza, di pietà cristiana e di amor di patria. Nel *Bel Paese* è infatti tutto lo S. con la sua ardente fede religiosa ed il sincero patriottismo, che egli - al pari di altri sacerdoti, specie lombardi, del tempo suo - si proponeva di congiungere nell'animo degli Italiani. Si comprende pertanto come egli fosse tra i più accesi «transigenti» (per il significato del termine, cf. F. Fonzi, *I cattolici e la società ital. dopo l'Unità*, Roma 1953, cap. 3) e come ardente, tenente auspicasse il termine del dissidio tra Chiesa e Stato. Ritenendo che la responsabilità del mancato accordo fra i due poteri risalisse a determinati ambienti della Curia, diede alle stampe un libro, dal significativo titolo *Gl'intransigenti*, alla stregua dei fatti nuovi e nuovissimi (Milano 1886) per sostenervi la necessità che il Papa dovesse esser lasciato libero di prendere le deliberazioni ritenute migliori per il bene della Chiesa (cioè la Conciliazione con lo Stato italiano), senza che alcuno potesse tenerlo ancorato a situazioni politiche ormai trascorse. Il volume fu sottoposto al S. Uffizio, con grande amarezza dello S., che commise l'errore di dirigere a Leone XIII una «lettera aperta» sulle colonne della *Rassegna nazionale* (1° marzo 1892), per tesseravi tra scirotti: *Il Dogma e le scienze positive*, assai lodato dal Pontefice, con il quale lo S. intese dimostrare come le indagini scientifiche non contrastino minimamente con le verità rivelate: opera di sicura dottrina e di altissimo valore apologetico. Sullo stesso argomento, della conciliazione tra fede e scienza, lo S. tornò negli ultimi anni di vita, con i due volumi dell'*Exameron*, apparsi postumi (Torino 1893-94). Egli tentò anche il campo strettamente letterario (ad es., con gli *Asteroidi*, libro di versi, Milano 1879), ma con risultati nettamente inferiori.

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tra scirotti: *Il Dogma e le scienze positive*, assai lodato dal Pontefice, con il quale lo S. intese dimostrare come le indagini scientifiche non contrastino minimamente con le verità rivelate: opera di sicura dottrina e di altissimo valore apologetico. Sullo stesso argomento, della conciliazione tra fede e scienza, lo S. tornò negli ultimi anni di vita, con i due volumi dell'*Exameron*, apparsi postumi (Torino 1893-94). Egli tentò anche il campo strettamente letterario (ad es., con gli *Asteroidi*, libro di versi, Milano 1879), ma con risultati nettamente inferiori.

Da ricordare la sua vita internata, la pietà profonda, l'alto sentimento della dignità sacerdotale, la copiosissima beneficenza e l'apostolato che alternava agli studi severi, così da fare di lui una delle più nobili figure del clero italiano del secondo Ottocento.

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Bibl.:** A. M. Cornelio, *Vita di A. S.*, Torino 1898; L. Vitali, *Patria e religione*, Milano 1903, pp. 3-65, 443-59 e 515-21; G. Abetti, *Padre A. S.*, ivi 1928; V. BARDESANE, *A. S.*, in *La scuola catt.,* 81 (1953), pp. 97-127. Renzo U. Montini