STRIGONIA (ESZTERGOM, GRAN), ARCIDIOCESI DI

STRIGONIA (ESZTERGOM, GRAN), ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi in Ungheria. L'arcidiocesi ha una superficie di 7706 kmq. con una popolazione di 1.236.392 ab. dei quali 818.773 cattolici distribuiti in 167 parrocchie con 394 chiese. Conta 520 sacerdoti secolari e 671 ex-regolari costretti dalle leggi antireligiose ad abbandonare i loro conventi. Inoltre in 158 case religiose ca. 250 suore si consacravano all'educazione della gioventù e alle opere della carità cristiana. Con l'accordo imposto all'episcopato ungherese dal governo comunista (1950), dopo l'infame condanna del card. Giuseppe Mindszenty (1949), tutti gli Ordini religiosi, eccetto sei conventi maschili e due femminili con le rispettive scuole, furono soppressi.

Nell'insegnamento catechistico nelle scuole elementari e medie lavorano ca. 250 sacerdoti e catechisti. Fino alla nazionalizzazione delle scuole cattoliche, avvenuta nel 1948, oltre 10.000 studenti frequentavano gli istituti tenuti dagli Ordini e dalle congregazioni religiose.

La sede metropolitana di S., fondata da s. Stefano, primo re d'Ungheria e organizzatore della Chiesa unghe-

rese, risale al 999, anno che precede l'incoronazione del santo Re. Il paese fu da lui diviso in due province ecclesiastiche: S. e Calocza. S. non era destinata soltanto a diventare una sede metropolitana, ma — come più tardi si rileva da un atto di Carlo I — mater et caput di tutte le chiese dell'Ungheria. Questo concetto viene espresso anche nella Legenda Maior di s. Stefano e fu codificato nel 1550 come articolo XVIII della legislazione ungherese. La posizione privilegiata appare anche nella scelta della sede metropolitana: S. fu la prima capitale del Regno costituito e organizzato da s. Stefano, il centro della prima fondazione politica con carattere di stabilità nel bacino del Danubio, dopo l'immigrazione dei popoli in Europa. Il Re santo fece dell'arce reale di S. la residenza dell'arcivescovo. S. rimase la sede dell'estesa arcidiocesi fino alla fine del sec. XVI, ma quando i Turchi nel 1543, sotto l'arcivescovo Paolo Varady (1526-29), occuparono S., la sede fu trasferita a Nagyszombat (Tirnava) e non tornò prima del 1820 sotto il regime dell'arcivescovo Alessandro Rudnay (1819-31).

Il primo nella successione degli arcivescovi fu il benedettino Anastasio (m. nel 1036) e il primo cardinale tra gli arcivescovi fu Stefano Vancha (1252-68). Il titolo di primate dell'Ungheria e di Legata natus della S. Sede fu concesso la prima volta a Giovanni Kanizsay (1387-1418) da papa Bonifazio IX, e dal tempo del famoso card. Tommaso Bakocz (1497-1518) le due dignità furono sempre legate alla sede di S. Nel 1714 l'arcivescovo Agostino Keresztely (1707-25) ottenne per sé e per i suoi successori anche il titolo di principe imperiale.

Il titolo di primate dell'Ungheria non è un semplice titolo di onorificenza, ma importa anche una certa giurisdizione. La prima menzione dell'arcivescovo di S., come primate, risale al tempo del re s. Ladislao (1077-95) in occasione della fondazione del vescovato di Zagabria. I diritti principali del primate in quel tempo furono l'incoronazione del re e la convocazione del sinodo nazionale. Per esprimere la sua giurisdizione il primate poteva farsi precedere dalla croce in tutto il paese. Nel corso dei secoli i diritti e privilegi si moltiplicarono a secondo il Sinodo di Nagyszombat nel 1630, sotto le presidenze del card. Pietro Pazmany, arcivescovo di S. e capo della riforma cattolica in Ungheria, la relazione dell'arcivescovo di S. agli altri arcivescovi del paese equivale alla relazione di un arcivescovo ai suoi vescovi suffraganei. Questa posizione giuridica fu ripetutamente confermata nei rescritti ufficiali della S. Sede (Bonifazio IX, Niccolò V, Leone X) e fu riconosciuta nella bolla di fondazione dell'arcivescovato di Eger (Agria) nel 1804. La bolla infatti pur esimendo il nuovo arcivescovato dalla giurisdizione metropolitana di S., conferma in pieno la stessa giurisdizione primaziale. L'arcivescovo di S. esercita la giurisdizione primaziale in Ungheria: il suo tribunale è la corte d'appello superiore dei tribunali arcivescovili, e il primate ha il diritto di visita anche nei monasteri esenti dall'ordinaria giurisdizione vescovile. Il primate, secondo il diritto comune magiario, fondato sull'antica costituzione, è il cancelliere del regno, il primo consigliere del re, il guardasigilli e anche membro del tribunale supremo del regno. Egli incorona il re.

La provincia ecclesiastica di S. si è estesa nella maggior parte dell'Ungheria storica. Tra i dieci vescovati fondati da s. Stefano Győr (Giavarino), Vác (Vacia), Pécs (Cinque Chiese), Veszprém (Veszprimia), Eger (Agria), — e dal sec. XI anche il vescovato di Nyitra (Nitra), formato dalla parte settentrionale dell'arcidiocesi — stavano sotto la giurisdizione dell'arcivescovo di S. In seguito alla nuova sistemazione territoriale delle diocesi dell'Ungheria nel sec. XVIII, alle precedenti sono state aggiunte le seguenti nuove sedi suffragane: Székes-

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STRIGONIA - La Cattedrale (1822-69) vista dal Danubio.
fehérvár (Alba Reale), Szombathély (Sabaria), Szepes (Scepusio), Rozsnyo (Rosnavia) e Besztercebánya (Neosolio). Le ultime tre sono divenute suffragane della sede di Eger, quando nel 1804 fu promossa al rango di sede metropolitana. Anche il territorio proprio della sede di S. fu molto grande. La sua diretta giurisdizione era estesa su 15 contee, sulle città poi unite di Buda e di Pest, su tutta l'isola di Csepel, come latifondo reale, e finalmente sulla prepositura di Nagyszeben. Questo territorio fu amministrato da 3 vicari generali e 12 vicari foranei.

Il centro spirituale dell'arcidiocesi fu la chiesa cattedrale costruita da s. Stefano. Dopo la distruzione e successiva ricostruzione nei secc. XII e XIV nel tempo dell'arcivescovo Dionigi Szecsi (1440-65) la Cattedrale fu completamente restaurata. Nel 1507 Tommaso Bakocz fece aggiungere una cappella costruita da Andrea Ferrucci da Fiesole. Questa cappella è il più bel monumento del rinascimento in Ungheria. Durante l'invasione e l'occupazione turca nei secc. XVI e XVII la maggior parte della Cattedrale fu distrutta. La nuova Basilica fu consacrata nel 1856 sotto l'arcivescovo Giovanni Scitovszky. Nel 1882 Giovanni Simor fece costruire il Palazzo arcivescovile e fondò ivi il Museo cristiano dotato di una ricca raccolta di disegni, pitture, sculture, arazzi e ceramiche, di una collezione numismatica e archeologica, documentando così l'interesse degli arcivescovi di S. per l'arte e per la cultura.

Fino alla prima guerra mondiale l'arcidiocesi di S. fu la più estesa in Ungheria. Il nuovo ordinamento ecclesiastico in seguito al Trattato di Trianon tolse 393 delle sue 482 parrocchie. Con queste fu organizzata l'amministrazione apostolica di Nagyszombat (Tirnava) in Cecoslovacchia. Come vicariato arcivescovile anche Budapest appartiene all'arcidiocesi. Tra le due guerre, in seguito al rapido incremento della popolazione nella capitale, fu necessario riorganizzare le parrocchie. In pochi anni furono costruiti 36 nuovi centri parrocchiali. Attualmente esistono a Budapest ca. 100 chiese e cappelle pubbliche, e si trovavano ivi anche i conventi di tutti gli Ordini e di tutte le congregazioni religiose più importanti, prima della loro soppressione, avvenuta ufficialmente nel 1950.

Il Seminario arcivescovile, primo seminario in Ungheria, fu fondato da Nicola Olah (1554-68) a Nagyszombat, e fu trasferito dopo l'espulsione dei Turchi da S. Oltre questo esiste a Budapest un Seminario centrale per tutte le diocesi d'Ungheria. Sotto la sorveglianza dell'arcivescovo di S. sta anche il Pazmaneum, seminario

ungherese a Vienna, fondato dal celebre arcivescovo della Riforma cattolica, card. Pietro Pazmany, e l'« Institutum Ecclesiasticum Hungarorum in Urbe ». L'unica Facoltà teologica dell'Ungheria, il cui cancelliere è sempre il cardinale primate, si trova a Budapest, attualmente separata dall'Università statale del governo comunista.

BIBL.: Eubel, I, pp. 464-65; II, p. 266; III, p. 323; IV, pp. 322-23; F. Knauz-Dodek, Monumenta Ecclesiae Strigon., 3 voll., Strigonia 1874-1924. Gerardo Békés
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“STRIGONIA (ESZTERGOM, GRAN), ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 864. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/strigonia-esztergom-gran-arcidiocesi-di.