STRINDBERG, JOHAN AUGUST

STRINDBERG, JOHAN AUGUST. - Scrittore svedese, n. a Stoccolma il 22 genn. 1849, m. ivi il 14 maggio 1912. S'affermò in gioventù con Master Olof (1872), un dramma in cui si presentava sulle scene il promotore della riforma luterana in Svezia e s'esprimereva i sentimenti antidemocratici dell'autore, e specialmente con Röda rummet («La camera rossa», 1879), romanzo naturalistico e satirico sulla società della capitale svedese.

Al periodo naturalistico appartengono anche i racconti contenuti in Svenska öden och äventyr («Destini e avventure svedesi», 1882, 1883, 1884), una delle cose più schiette dell'isola di Hems, 1887, una delle cose più schiette dell'autore, e il crudo dramma naturalistico Fröken Fruhe (Signorina Giulia, 1888). S. venne a contatto con la cultura e con gli ambienti intellettuali europei nei suoi lunghi soggiorni all'estero e particolarmente in Danimarca, in Svizzera, ove prese contatto con i rivoluzionari russi, in Germania, in Francia. Brandes gli fece conoscere il pensiero di Nietzsche e in I havssbandet («In alto mare», 1890). S. scrisse il suo romanzo del superuomo. Poi, venuto a conoscenza del misticismo visionario di Swedenborg, S. attraversò una profonda crisi mistica giungendo a una visione della vita, in cui il dolore si giustifica come espiazione del male e del peccato e, come scrive il Gabbett, «la sua religiosità si colorò sempre più di cattolicismo». Dei suoi molti scritti di questo periodo possono citarsi tra i più tipici Inferno (1897) e Till Damaskus («La via di Damasco», 1898-1904); i drammi Pask («Pasqua», 1901) con la figura centrale di Eleonora in cui si subì, ma poteiamente il senso del dolore e dell'espiazione; Dödsdansen («La danza della morte», 1901), una delle espressioni più cupe e desolanti del misoginismo di S., i drammi più propriamente fiabeschi, in cui s'avverte anche l'influsso di Maeterlinck, quali Drömpselet («Il dramma di un sogno», 1902) e un nuovo gruppo di tragedie storico-religiose tra le quali Gustav Vasa e Gustav Adolf. S. fondò nel 1907 il suo Intima teater e per esso compose altri drammi fiabeschi, simbolici e mistici tra cui Spöksonaten («La sonata degli spettri», 1907) in cui l'esaltazione mistica raggiunge il suo diapason. Negli ultimi anni s'impegnò nuovamente in violente polemiche letterarie e politiche, attaccando il neo-umanesimo di Heidenstam e professando forme di un socialismo vagamente cristianeggiante. La sua morte commosse vivamente anche i ceti più umili.

S. è una delle più tormentate ed esasperate figure nella letteratura europea dell'ultimo Ottocento. Non c'è un punto d'arrivo della sua voluminosissima opera di scrittore, ma la sua vocazione e il suo impegno sono innegabili e la sua produzione multiforme è costellata di sorprendenti intuizioni e anticipazioni di movimento di cultura e d'arte posteriori alla sua epoca, alla quale egli è in sostanza assai meno vincolato di un Ibsen. È una figura che, già in vita, non appartiene soltanto alla Svezia ma all'Europa e ne è confusamente e dolorosamente consapevole.

BIBL.: A. Kerr, Das neue Drama: A. S., Berlino 1917; A. Storch, S. im Lichte seiner Selbstbiographie, Monaco 1921; E. Sprigge, The strange life of A. S., Nuova York 1949; Per gli studi ital. V. g. G. Gabbett, S. V. ENOCH. Ital., XXXII, pp. 850-53; M. Gabrieli, S. (in ital.), Göteborg 1944. Per le trad. II. V. Racconti svedesi, a cura di M. Gabrieli, Firenze 1943; Il meglio del teatro, a cura di G. Oreglia e vari, con interessante prefaz. di G. O., Torino 1951; Romanzi e drammi a cura di C. Picchio e vari, con buona introd. di C. Picchio, Roma 1952.

Augusto Guidi