Dopo alcune opere d'ambiente marinasco, ritrasse, in sensazionali forme romanesche, l'ambiente e i costumi del gran mondo parigino dell'epoca (Atar Gull [1831], Plik et Plok [1831], La Salamandre [1832], Latréamont [1837], ecc.). Rovina economica e delusioni sentimentali presto lo disgustarono di quella società, dalla quale egli si allontanò per ritirarsi nella Sologne, ove proseguì nella sua attività letteraria (Mathilde [1841], Les mystères de Paris [1842], ecc.).
Nella cruda rappresentazione dei costumi e delle vicissitudini degli strati sociali meno abbienti, quasi precoce il verismo. Nei Mystères appare all'evidenza la esaltazione di uno spirito romantico deviato da uno pseudo-misticismo sociale. Si occupò anche di politica, e fu iniziatore del genere «d'appendice». La sua opera (85 voll.) è un'aperta apologia del libero amore e del vizio, un'assidua irrisione dei dogmi e delle figure più care della religione cattolica. Sono all'Indice omnes fabulae amatoria (decr. 22 genn. 1852).