SUDAN SUDAN

SUDAN

Sudan - 1) Confini di Stato; 2) confini di colonie; 3) confini di circoscrizione ecclesiastica; 4) ferrovie.

apost. mons. Annetto Casolani, ideatore della missione, il p. Massimiliano Ryllo S. J. fu nominato provinciale nel 1847, ma morì dopo l'arrivo a Khartum nel 1848. Il successore Ignazio Knoblecher fondò nel 1851 la prima missione presso i Bari a Gondokoro, dove il sacerdote Angelo Vinco fece il suo viaggio di esplorazione fra le varie tribù equatoriali del Fiume Bianco (1851-52). Quasi tutti i missionari morirono poco dopo l'arrivo in missione e il Knoblecher nel 1854. Il successore provinciale Matteo Kirchner trasferì il centro della missione a Schellal presso Assuan in Egitto. I Francescani, subentrati nella missione nel 1861 sotto il provinciale Giovanni Reinhaler, morirono presto l'uno dopo l'altro. Nel 1867 Daniele Comboni fondò l'Istituto di Verona per le missioni dell'Africa centrale. Riuscì dal 1873 ad organizzare la missione, erigendo stazioni a Berber, Delen, el-Obeid, dove creò una colonia di negri cristiani. Il Comboni, dal 1877 vicario apost., spirò nel 1881 in Khartum. Nel medesimo anno scoppiò l'insurrezione del Mahdi che distrusse completamente l'opera dei missionari. Soltanto dopo la sconfitta dei Mahdisti da parte degli Inglesi, mons. Antonio Maria Roveggio dal 1900 poté iniziare la ricostruzione. Il successore Francesco Saverio Geyer fu il principale organizzatore e fondatore delle missioni fra i negri del S. meridionale. Nel 1913 il nome del vicariato apost. dell'Africa centrale fu cambiato in quello di Khartum (v.) da cui ebbero origine varie missioni.¹

Il frutto del lavoro missionario nel S. anglo-egiziano è rappresentato da 77.893 cattolici.

Bibl.: C. Tappi, *Cenno storico della missione dell'Africa centrale*, Torino 1894; M. Grancelli, *Mons. Daniele Comboni e le Missioni dell'Africa centrale*, Verona 1923; E. Toniolo, *The first centenary of the Roman Catholic Mission to Central Africa, 1846-1946*, in *Sudan Notes Records*, 27 (1946), pp. 99-126; St. Santandrea, F. S. C. J., *Bibliografia di studi africani della Missione dell'Africa centrale*, Verona 1948, pp. 9-15.

2. S. Francese. - Il 6 ag. del 1868, ad istanza dell'arcivescovo di Algeri, più tardi card. Lavigerie, fu eretta la prefettura apost. di Sahara e S. Due spedizioni di pp. Bianchi, mandate dal Lavigerie per fon-

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Suddiacono - Ordinazione del s. Miniatura del Pontificale di Giovanni Vitez, vescovo di Vesprim (1498-1500) - Biblioteca Vaticana, cod. Ott. lat. 501, f. 15'.

dare una missione nel S., non arrivarono alla meta: nel 1875 i pp. Meneret, Paulmier e Bouchard, nel 1881 i pp. Richard, Morat e Pouplard furono trucidati nel deserto. I Padri dello Spirito Santo riuscirono a penetrare nel S. partendo dal Senegal e ad erigere presso il Malinke e i Bambara, non ancora infetti dall'islam, le stazioni di Kita e Bangassi (1888) e quella di Kayes (1893); nel 1901 le cedette ai Padri Bianchi. Nel frattempo i Padri Bianchi poterono entrare nel S., anch'essi partendo dal Senegal, e fissarsi presso varie tribù, come i Bambara, i Mossi, i Gurunsi e i Bobo sia nel S., sinistri l'Alto Volta, fondando stazioni missionarie. Nel 1901 Sahara e S., già dal 1891 elevato a vicariato apost., fu diviso: la parte settentrionale, il Sahara, divenne la preferitura apost. di Ghardaia, la parte meridionale ebbe il nome di Sahara nel S. francese. Quest'ultimo vicariato fu nel 1921 diviso in due vicariati: Bamako e Ouagadougou comprendenti il S. francese, l'Alto Volta e la Nigeria francese. Seguirono ulteriori divisioni e distacchi assegnando all'Alto Volta e alla Nigeria propri distretti missionari. In tal modo il S. francese, propriamente detto, comprende attualmente i seguenti vicariati e preferiture, affidati tutti ai Padri Bianchi: Bamako, eretto nel 1921; Gao, eretto nel 1942; Kayes, eretto nel 1947; Nouna, eretto nel 1947; Ouahigouya, eretto nel 1947 (includendo pure territori dell'Alto Volta); Sikasso, eretto nel 1947. Il numero di cattolici in tutte queste missioni è complessivamente di 27.000 tra ca. 4.000.000 di ab. Vedi tav. CV.

BIBL.: P. Lesourd, Les Pères Blancs, Parigi 1935, pp. 81-96. Giovanni Rommerskirche.