SULPRIZIO, NUNZIO, VENERABILE

SULPRIZIO, NUNZIO, venerabile. - N. a Pesco Sansonesco (diocesi di Sulmona) il 13 apr. 1817, m. a Napoli il 5 marzo 1836.

Rimasto presto orfano, fu accolto in casa di uno zio fabbroferraio (1826), di carattere rozzo e incontentabile, che lo sovraccarico di lavoro e di maltrattamenti fino a ridurlo in uno stato pietoso. Saputolo, un altro zio, militare, lo fece scendere a Napoli e lo affidò al suo colonnello Felice Wochinger, il quale, commosso dalla visione di quel povero scheletto di ragazzo, che non poteva reggersi che con le grucce, lo fece ricoverare nell'Ospedale degli Incurabili di S. Maria del Popolo (1832); e più tardi se lo prese in casa, dove morì presto di cancrena.

Pure in mezzo a tanti maltrattamenti mantenne una pietà e una pace inalterabili; e nell'ospedale e nella casa del Wochinger esercitò un mirabile apostolato con l'esempio e soprattutto con i consigli e le esortazioni al servizio e all'amore del Signore. La sua causa di beatificazione fu introdotta il 9 luglio 1859.

BIBL.: Acta S. Sedis, 5 (1869-70), pp. 487-99 (studio sulla causa); V. CAMISARDI, Storia del ven. N. S., descritta secondo i processi, Roma 1899. Celestino Testore
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“SULPRIZIO, NUNZIO, VENERABILE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 913. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/sulprizio-nunzio-venerabile.