SULPIZIANI. - Furono fondati a Parigi nel 1642 da J. J. Olier (v.), parroco di S. Sulpizio, per rialzare le sorti del clero francese caduto in lamentevole stato. Il rimedio era stato già indicato dal Concilio di Trento con la istituzione dei seminari, ma i tentativi fatti non erano riusciti.
L'Olier non volle fondare una congregazione religiosa di larga diffusione, ma una ristretta società di preti secolari destinati alla direzione dei seminari.
I S. non hanno voti e son legati dal solo vincolo della carità. Son preti secolari per la formazione di preti secolari. Il loro sistema educativo si basa sulla separazione dei piccoli (collegiali, piccoli seminaristi) dai grandi (filosofi) e dai teologi (gran seminario) e nella partecipazione a tutti gli uffici ed esercizi del seminario. Il metodo di governo astrae totalmente, o quasi, da mezzi disciplinari: basta il richiamo al dovere; in ultimo si ricorre all'espulsione. I S. agiscono sui giovani soprattutto coltivando la vita interiore: danno grande importanza alla lettura spirituale o «conferenza» quotidiana fatta dal superiore a tutta la comunità, e alla direzione spirituale individuale di ogni settimana da parte del padre spirituale, indipendentemente dalla confessione sacramentale. L'apostolato dei S. continua ad esercitarsi sul clero anche dopo il seminario, sia dal punto di vista intellettuale (pubblicazioni, conferenze, ecc.), che spirituale (confessioni, ritiri, ecc.).
Fra i martiri della Rivoluzione si contano 9 s. e 30 ecclesiastici da essi educati e formati nei seminari, ivi compresi 3 vescovi. La spiritualità della Società è quella della «scuola francese», e si riallaccia al De Bérulle, a s. Giovanni Eudes, a s. Francesco di Sales.

(fot. Jean Collar)