Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Ordini, congregazioni e istituti religiosi Monaci

STUDITI

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STUDITI. - Monaci greci dell'antico cenobio di Costantinopoli detto Studion (strano nome, la cui vera forma fu fissata definitivamente da H. Delehaye in Anal. Bolland., 52 [1934], pp. 64-65): fondato, a quanto pare, ca. il 462 dal già console di Roma

Studion con carattere di cappella e piccola chiesa, ospitò un secolo dopo i monaci acemeti (v.).

Tra i numerosissimi monasteri della capitale bizantina in quel tempo (81 ne conta il Marelli, Kalendarium Ecclesiae Constantinopolitanae C., II, Roma 1788, p. 215) quello di Studion spiccava per la sua prestanza, tanto che il suo egumeno, nelle pubbliche adunanze del sec. VIII, occupava il primo posto dopo i vescovi. Anche il numero degli s. favoriva tale distinzione, poiché, ridotti grandemente negli altri monasteri durante le persecuzioni iconoclastiche, i monaci da ogni dove si fermavano a Studion, meglio situato presso la porta Aurea, come in un'oasi di rifugio. Quando ca. 1800 venne eletto egumeno il celebre s. Teodoro (v.) vi dimoravano quasi 700 s., i quali durante quel periodo di fioritura ascetica sotto una tale guida salirono a ben un migliaio. Ma più ancora che il numero dei monaci hanno reso celebre Studion le sapienti prescrizioni del vero suo ordinatore e legislatore s. Teodoro, riguardanti la salmodia, il digiuno, il lavoro manuale, l'ubbidienza e la ospitalità, e specialmente l'annesso convitto per i giovanetti che vi si preparavano alla vita religiosa e alla cultura delle arti e delle scienze, nonché la grande Biblioteca con l'aggiunta officina per la trascrizione e composizione dei preziosi codici. Non furono risparmiati gli s. dagli imperatori iconoclasti, ma essi sparsero la loro civiltà nell'esilio.

Un nuovo periodo di alterne vicende si aprì per gli s. quando Costantinopoli fu presa dai Latini (1204); cui successe la totale dispersione del monastero non appena i Turchi occuparono Bisanzio (1453). Studion diventò la moschea cosiddetta del Cavaliere (Imbrahar-Dgiumi).

Fra gli s. più cospicui vanno ricordati principalmente i santi venerati nella Chiesa bizantina Platone, Teofane, Nicola o addirittura nella Chiesa universale come l'istitutore Teodoro, e non pochi uomini di scienza, come il fratello di lui Giuseppe l'innografo e, dopo lo scisma, gli scrittori Niceta Pettorato e Giuseppe Bryennios.

Al principio del sec. XX vi fu un risveglio del monachesimo studita fra i ruteni organizzato dal metropolita Andrea Szeptyckyj e guidato poi dal suo fratello conte Casimiro, il quale nella professione religiosa assume il nome di Clemente. All'intensa vita liturgica e di ubbidienza, retaggio dell'antico Studion, i nuovi s. aggiunsero l'assistenza agli orfani e ai contadini. Caratteristica dell'Ordine è l'abolizione dell'avita differenza fra ieromonaci, ierodiaconi e semplici religiosi; viene però contraddistinto il carattere sacerdotale. Attualmente gli s. ruteni dei vari cenobi partecipano delle vicende così dolorose delle loro terre.

Bibliografia3 opere
BIBL.: E. Auvray, S. Theodori Stud. parva Catechesis, Parigi 1891 (nei Prolegem. di A. Tougaard, pp. IX-XIII; E. Marin, De Studio cenobio Constantinopolitano, Parigi 1897; G. Gatti-C. Korolevskii, I riti e le Chiese orientali, I, Genova 1942, pp. 743-48.

Emmanuele Candal

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Di Emanuele Candal

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1441–1442.

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vol. 11, coll. 1441–1442

Altre voci di Emanuele Candal: TEODORO STUDITA, SANTO · TEOFANE DI NICEA · VIZI CAPITALI · RALLIS, GEORGIO ALESSANDRO · PLANUDES, MAXIMOS

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Candal, Emanuele. “Studiti.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1441–1442. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/studiti.

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Candal, Emanuele. “Studiti.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1441–1442. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/studiti.

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