SZEPTYCKYJ, ANDREJ

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SZEPTYCKYJ, ANDREJ. - Metropolita di Galizia, al secolo Romano Alessandro, terzo figlio dei conti de Szeptyci-Szeptyckyj, antica nobile famiglia ucraina, n. a Prylybyci il 29 luglio 1865, m. il 1° nov. 1944. Compiuti gli studi giuridici a Breslavia, coro-nati dalla laurea in giurisprudenza, abbracciò l'Or-dine basiliano il 23 maggio 1888, cambiando il suo nome in Andrea.

SZEptyckyj Andrėj - SZOMBATHELY

fiedeli che per gravi condizioni sociali erano costretti a emigrare oltremare nell'America del nord e del sud. Il metropolita personalmente visitava questi derelitti, mandava sacerdoti e per il suo grande zelo ha meritato di ottenere dalla Sede Apostolica la gerarchia ecclesiastica negli Stati Uniti d'America (1907) e nel Canadà (1912). Abbracciato lo stato monastico, mons. S., anche essendo metropolita, rimase nondimeno religioso esemplare e promotore della vita monastica.

Cominciando con la restaurazione delle monache di S. Basilio il Grande, ha rinnovato l'antico monachesimo orientale secondo la Regola di s. Teodoro Studita (1901-1902). Poi, visitando i suoi fedeli nel Canadà in occasione del Congresso eucaristico del 1910-11, trovò alcuni redentoristi che, ottenuta dalla S. Sede la facoltà, si prodigavano nella cura pastorale dei fedeli di rito bizantino-slavo. Strinse allora convenzione con il p. generale dei Redentoristi (1913), confermata poi dalla S. Congregazione di Propaganda Fide il 27 apr. 1914, in virtù della quale i Redentoristi crearono un ramo della Congregazione in rito bizantino-slavo. Oggi questo ramo è diventato già una provincia nella Galizia, purtroppo adesso soppressa dai bolscevichi; un'altra fiorente viceprovincia esiste nel Canadà e negli Stati Uniti d'America.

Ma il più nobile proposito, che dominava tutta l'azione del metropolita, fu la sua brama di promuovere l'unione dei dissidenti con la S. Sede romana, né lasciò sfuggire nessuna occasione per poter realizzarla. A tale scopo visitò i vescovi latini e gli Ordini religiosi, discutendo difficili problemi dell'Unione ed incoraggiandoli alla collaborazione, partecipò spesso ai congressi unionistici, intraprese viaggi a Mosca (1907), favorì le relazioni con i più importanti personaggi dissidenti ecclesiastici e civili. Ciò permette al metropolita, liberato dalla prigionia nel 1917 dopo la rivoluzione in Russia, di poter tenere un Sinodo provinciale dei cattolici con sacerdoti già conosciuti e di conseguire la nomina dell'esarca per la Russia nella persona di Leonide Fedorov (cf. A. Herman, De fontibus iuris ecclesiastici Russorum, Roma 1936, p. 96 sgg.). A causa di questa sua zelante attività nel promuovere l'azione unionistica nel 1914, dopo l'occupazione della Galizia da parte delle truppe russe, egli fu preso «prigioniero dello Zar» e poi incarcerato nel monastero di Suzdal per più di due anni. La rivoluzione russa del 1917 liberò il metropolita dalla prigione. Nel sett. dello stesso anno egli fece ritorno alla sua patria devastata e distrutta dalle grandi battaglie che si erano svolte nella Galizia orientale. Appena riedificato nei laboriosi anni 1918-39 le chiese bruciate, rinnovati gli istituti ecclesiastici che erano stati distrutti e saccheggiati, organizzati i Seminari minore e maggiore, restaurati gli studi, sopraggiunse la seconda guerra mondiale durante la quale il metropolita, quando fu occupata la sua provincia ecclesiastica, consacrò i suoi ultimi sforzi a difendere il suo gregge e scrisse lettere pastorali incoraggiando sacerdoti e fedeli alla resistenza e perseveranza nella fede cattolica; il 2 maggio 1940 celebrò un Sinodo diocesano a Leopoli.

Bibl.: C. Karalevskij, Le metropolite A. S. Son action pastorale, scientifique et philhentique, in Roma e l'Oriente, 1919-20; C'vert stolitija na mytropolycomu prestoli, in Bohoslovia, 4 (1926), fasc. 1-2; S. Baran, Mytropoly A. S. Zyttja i dijalnist, Monaco 1947. Teodosio Haluszynskyj