T'AI P'ING, RIVOLTA dei. - Moto rivoluzionario antimancese determinatosi e svoltosi sotto i due imperatori Hsienfung (1850-61) e T'ungchi (1861-1875). La rivolta fu iniziata e capeggiata da un certo Hung Hsu-tsien (1813-63), un Hakka dei pressi di Canton, baccelliere bocciato e scontento, già al servizio dei missionari protestanti.
TAIPEH, ARCIDIOCESI di. - S. E. mons. Giuseppe Kuo, primo arcivescovo di T., parla al microfono subito dopo la sua consacrazione, avvenuta il 26 ott. 1952. (fot. Fides)Leggendo alcuni discorsi sulla Bibbia, si convinse d'essere il secondo figlio di Dio, e quindi fratello cadetto di Gesù Cristo; si battezzò da sé, e, con un amico, si recò nel Kwangsi per predicare ai selvaggi Mao Tse (1844). Il nuovo vangelo prometteva ogni bene in terra e in cielo e i suoi seguaci sarebbero sfuggiti tutti ad un furioso cataclisma in vista. Il veggente ebbe fortuna, e in breve riuscì a formare un esercito formidabile, che s'impossessò di parecchie grandi città nella vallata del Fiume Azzurro. Nanchino fu presa nel 1853, fatta capitale dell'Impero dei T. e tenuta per undici anni. Per poco non arrivavano a Pechino. Questo moto rivoluzionario, che mirava alla conquista della Cina per detronizzare gli imperatori mancesi, minacciava la Cina proprio mentre questa era impegnata nella seconda guerra contro l'Inghilterra (1856-60). Nel 1860 la situazione era assai grave, quando il principe Kung, fratello dell'imperatore Hsienfung (m. nel 1861), con scaltra manovra seppe approfittare della nuova armata europeo-manilese formata dai due avventurieri americani Ward e Burgevine, sollecitati dai grossi commercianti di Sciangai, facendola ufficialmente riconoscere con decreto imperiale del 16 apr. 1862. Fu questa armata « sempre vittoriosa », che, unita con alcune truppe imperiali, riuscì a riprendere le città già cadute in mano ai ribelli e, sotto la condotta di Gordon, succeduto al Burgevine, finì la campagna con la presa di Nanchino (luglio 1864). La rivolta era durata quattordici anni, s'era estesa a dodici province, aveva rovinate oltre seicento città. Hung Hsu-tsien s'era suicidato il mese prima.
BIBL.: W. Callery e J. Ivan, History of the T. insurrection, Londra 1853; H. Egmont Hake, Events in the T. rebellion, ivi 1891; H. Cordier, Hist. génér. de la Chine, IV, Parigi 1920, p. 31 segg. Giovanni Battista Tragella
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“T'AI P'ING, RIVOLTA DEI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 1033. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/t-ai-p-ing-rivolta-dei.