Uscito dall'Ecole normale di Parigi (1848-51), dopo un periodo di insegnamento (1852-53) breve per contrasti filosofici, si dedicò a una lunga e fortunata carriera letteraria. L'Impero liberale nel 1865 lo chiamò a insegnare (estetica e teoria delle belle arti) all'Ecole polytechnique; la Terza Repubblica lo portò all'Académie Française. In una prima fase della sua attività si occupò di critica del classicismo (Essai sur La Fontaine et ses fables, 1853; Essai sur Tite Livre, 1856), della letteratura (Histoire de la littérature anglaise, 1863) e dell'arte (Pilolosphie de l'art, 1865-69; De l'idéal dans l'art, 1867). In tanto elaborava la sua critica dello spiritualismo (De personis platonici [1853]; Les philosophes classiques au XIXe siècle en France [1855-56]; Le positivisme anglais, étude sur Stuart Mill [1864]), che lo condusse al neo-positivismo con l'opera De l'intelligence (1870). Da ultimo, e maturata anche da viaggi (Voyage aux Pyrénées [1855]; Voyage en Italie [1864]; Notes sur l'Angleterre [1872]) e da studi polemici (Essais, Nouveaux essais et Derniers essais de critique et d'histoire [1858]), scaturi da lui una nuova forma critico-positiva della storiografia politica, rappresentata dalla grande opera (1875 sgg.) su Les origines de la France contemporaine (Ancien régime, Révolution, Empire). Hanno valore autobiografico: Notes sur Paris, Vie et opinions de Thomas Grandorge (1863-65).
La coscienza è per il T. parallela all'esistenza dell'uomo come sistema nervoso (parallelismo psicofisico), si fonde con questo in una realtà unica, neuropsichica. La stessa connessione e identità va stabilita tra cognizioni e cose. Il T. MARCHE (v.) Maxwell (v.) nel proporre la fusione dell'esperienza filosofica, sensibile, intellettuale in un elemento solo, o materia mentale, che egli riconobbe nelle immagini, come dati di fatto energetici e capaci di comporre fatti di coscienza e di natura e rapporti spirituali. Questa sua analisi ebbe molto seguito in psicologia (James, Bergson).
Secondo il T. arte e poesia sono da spiegare, nella determinazione storico-naturalistica da cui sorgono, come tre ordini di cause: la razza, l'ambiente naturale e sociale, il momento. Di queste cause l'opera d'arte o letteraria è un prodotto necessario: soltanto lo stile o forma tecnica mette in rilievo particolari caratteri dominanti ed elementi di individuazione, suggeriti dai valori morali e passionali e dal potere di sintetizzare idee e sentimenti.
Lo stesso metodo positivo applicò il T. alla Rivoluzione Francese, ai suoi antecedenti e conseguenti con grande arte di espositore e narratore, congiunta con scrupolo sua nel raccogliere i fatti particolari dalla docu
mentazione e nel vagliare le loro relazioni causali: ma le sue sintesi e induzioni, forse anche per ragioni politiche, sono oggi ritenute arbitrarie e unilaterali.
BML: edizioni: T., sa vie et sa correspondance, 4 voll., Parigi 1902-1907; V. Giraud, Pages choisies avec introduction et notes, 1909. Nuova ed. di tutte le opere presso la lib. Hachette, 1920-26. Studi: A. de Margerie, T., Parigi 1894; G. Barzellotti, Ippolito T., Roma 1895; V. Giraud, Essai sur T., son oeuvre et son influence, Parigi 1903; id., Bibliographie critique de T., 1910; A. Aulard, T. historien de la Révolution Française, 1904; A. Aulard, T. historien et sociologue, 1910; F. C. Rue, T. de l'Angleterre, 1912; A. Chevillon, T., formation de sa pensée, 1913; P. H. Petitbon, T., Renan, Barres, 1913; W. Langwiler, H. T., Heidelberg 1935; J. P. Boosten, T. et Renan et l'idée de Dieu, Maastricht 1936; G. La Ferla, I. T., Roma 1937; K. de Schaepdryver, H. T., Parigi 1938; R. Stadelmann, T. und das Problem des geschichtlichen Verfalls, in Historische Zeitschrift, 1942-43, pp. 116-35; F. Baldensperger, L'opposition française à l'esthétique de T., in The Romanic Review, 36 (1945), n. 2.