Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

TAIONE, VESCOVO DI SARAGOZZA

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TAIONE, vescovo di SARAGOZZA. - Successore immediato di s. Braulio (m. nel 651). La sua vita si svolge lungo il sec. VII. Prende parte ai Concili di Toledo, VIII (ca. 623) e IX (a. 655).

Il nome di T. figura nella storia della teologia come quello dell'iniziatore, seguendo s. Isidoro, della letteratura delle Sentenze, precedente alle Somme medievali. Effettivamente, affezionato agli scritti patristici che, come gli scriveva s. Braulio (Ep. 42), « erano annidati nel suo petto », negli anni 646-49 fece un viaggio a Roma, quando era ancora abate di un monastero, per trascrivere alcune opere di s. Gregorio Magno « che ancora non si trovano in Spagna ». Portatore di questa conquista, felice come bibliofilo soddisfatto (cicut exultant victores capta praeda, dice egli stesso ad Eugenio) torna in Spagna per cominciare la grande compilazione delle Sentenze (a. 652): Libri Sententiarum V., con una lettera-prologo a Quirico, vescovo di Barcellona: « Taius indignus Caesaraugustae urbis episcopus, cognomento Samuel, ad Quiricum, Barcinonensem episcopum », ed una dedica al lettore in 12 esametri ben costruiti. Intorno a questo viaggio di T. a Roma le leggende medievali tracciarono una versione fantastica, che oggi la critica rifiuta. Non si sa esattamente quali libri di sentenze di Gregorio Magno T. abbia dato alla Spagna. L'opera del gran Pontefice era conosciuta in Spagna fin da s. Isidoro. Forse i Commenti ad Ezechiele costituiscono una buona parte di quel bottino. Esiste un'altra lettera di T. a Eugenio di Toledo, come prologo di un'altra opera, estratta in sei codici dagli scritti gregoriani. Era commento alla Scrittura, con il quale veniva a completarsi, sotto un altro aspetto, il carattere profondamente dogmatico delle Sentenze. Non è stato però identificato con certezza, benché A. C. Vega lo indichi probabilmente contenuto in un codice della cattedrale di Lérida.

L'opera delle Sentenze, come lo stesso T. spiega nella lettera a Quirico, è un esteso florilegio in 5 ll., frutto di lunghe veglie, durante l'incursione di Praga con i Vasconi attraverso le terre di Saragozza. Nella quasi totalità compendia s. Gregorio Magno; solo eccezionalmente si rivolge a s. Agostino e a s. Isidoro. Il fine propostosi, di offrire una sintesi ai lettori che non potevano occuparsi per esteso delle grandi opere, si ottenne pienamente in numerosi codici medievali. Dei 5 ll., il I, il V ed una parte del II, trattano di teologia dogmatica; gli altri di applicazioni morali, ascetiche e pastorali. È merito di T., che segue anche in questo s. Isidoro nella sua opera dallo stesso titolo, l'avere introdotto l'ordine e la sistemazione delle materie che non esistevano nei suoi antecessori, come s. Prospero di Aquitania. Pur mancando di altre doti personali e di originalità, non si deve negare a T. un'ampia visione dell'ambito teologico-morale, una discreta fortuna nella selezione delle fonti ed un tono caldo e persuasivo. Per il resto, il suo stile tende verso un certo concettismo artificioso; la sua prosa risente i difetti crescenti dell'epoca; si allontana pian piano dalla semplicità generale di Braulio, suo maestro, e si fa talvolta affettato ed ampolloso.

Nell'epistolario di Braulio di Saragozza (Ep. 42) rimane un Fragmentum di una lettera di T. al suo predecessore su vari problemi circa le reliquie della Passione, esistenti in Roma.

Bibliografia12 opere
BIBL.: edd. M. Risco, España Sagrada, XXXI, Madrid 1776; PL 80, 727-92; Ep. ad Eugenium Toletanum, ed. F. Vollmer, in MGH, Auct. antiq., XIV, Berlino 1905, p. 288; Z. García Villada, Fragmentos inéditos de Tajón, in Revista de Archivos, Bibliotecas y Museos, 1924, pp. 23-31; E. Anspac, De Taionis libri primi et quinti Sententiarum capitibus in codice Aemilianensis deperditis, in Taionis et Isidori nova fragmenta et opera, Madrid 1930, pp. 1-22; J. Madoz, Fragmentum, in Epistolario de s. Braulio de Saragozza (Estudios Onenses, 1ª serie, 2), Madrid 1941, pp. 176-186. Studi: P. B. Gams, Die Kirchengeschichte von Spanien, II, II, Ratisbona 1874, pp. 145-51; L. Serrano, Una leyenda del Chronicon Pacense, in Rev. de Archivos, Bibliotecas y Museos, 20 (1909), pp. 401-11; Z. García Villada, Historia eclesiástica de España, II, II, Madrid 1933, pp. 90-92; A. C. Vega, Una obra inédita de T., in Ciudad de Dios, 155 (1943), pp. 145-77; P. Martínez Hernández, El pensamiento penitencial en Tajón, in Rev. española de teología, 6 (1946), pp. 185-222; J. Madoz, Escritores de la época visigótica, in Historia general de las literaturas hispánicas, I, Bercellona 1949, p. 131; id., T. de Zaragoza y su viaje a Roma, in Mélanges J. De Chelliuch, I, Gembloux 1951, pp. 345-60.

Giuseppe Madoz

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1704–1705.

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Madoz, Giuseppe. “Taione, vescovo di saragozza.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1704–1705. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/taione-vescovo-di-saragozza.

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Madoz, Giuseppe. “Taione, vescovo di saragozza.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1704–1705. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/taione-vescovo-di-saragozza.

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