TAINE, HYPPOLITE. - Filosofo, storico, letterato e critico d'arte, n. a Vonzier il 21 apr. 1828, m. a Parigi il 5 marzo 1893.
Uscito dall'Ecole normale di Parigi (1848-51), dopo un periodo di insegnamento (1852-53) breve per contrasti filosofici, si dedicò a una lunga e fortunata carriera letteraria. L'Impero liberale nel 1865 lo chiamò a insegnare (estetica e teoria delle belle arti) all'Ecole polytechnique; la Terza Repubblica lo portò all'Académie Française. In una prima fase della sua attività si occupò di critica del classicismo (Essai sur La Fontaine et ses fables, 1853; Essai sur Tite Live, 1856), della letteratura (Histoire de la littérature anglaise, 1863) e dell'arte (Philosophie de l'art, 1865-69; De l'idéal dans l'art, 1867). Intanto elaborava la sua critica dello spiritualismo (De personis platonicis [1853]; Les philosophes classiques au XIXe siècle en France [1855-56]; Le positivisme anglais, étude sur Stuart Mill [1864]), che lo condusse al neo-positivismo con l'opera De l'intelligence (1870). Da ultimo, e maturata anche da viaggi (Voyage aux Pyrénées [1855]; Voyage en Italie [1864]; Notes sur l'Angleterre [1872]) e da studi polemici (Essais, Nouveaux essais et Derniers essais de critique et d'histoire [1858]), scaturì da lui una nuova forma critico-positiva della storiografia politica, rappresentata dalla grande opera (1875 sgg.) su Les origines de la France contemporaine (Ancien régime, Révolution, Empire). Hanno valore autobiografico: Notes sur Paris, Vie et opinions de Thomas Graindorge (1863-65).
La coscienza è per il T. parallela all'esistenza dell'uomo come sistema nervoso (parallelismo psicofisico) e si fonde con questo in una realtà unica, neuropsichica. La stessa connessione e identità va stabilita tra cognizioni e cose. Il T. MARCHE (v.) Maxwell (v.) nel proporre la fusione dell'esperienza fisiologica, sensibile, intellettuale in un elemento solo, o « materia mentale », che egli riconobbe nelle immagini, come dati di fatto energetici e capaci di comporre fatti di coscienza e di natura e rapporti spirituali. Questa sua analisi ebbe molto seguito in psicologia (James, Bergson).
Secondo il T. arte e poesia sono da spiegare, nella determinazione storico-naturalistica da cui sorgono, con tre ordini di cause: la razza, l'ambiente naturale e sociale, il momento. Di queste cause l'opera d'arte o letteraria è un prodotto necessario: soltanto lo stile o forma tecnica mette in rilievo particolari caratteri dominanti ed elementi di individuazione, suggeriti dai valori morali e passionali e dal potere di sintetizzare idee e sentimenti.
Lo stesso metodo positivo applicò il T. alla Rivoluzione Francese, ai suoi antecedenti e conseguenti con grande arte di espositore e narratore, congiunta con scrupolosa cura nel raccogliere i fatti particolari dalla docu-
scuola elementare; 6 scuole medie; 5 scuole superiori; 19 giardini d'infanzia; 2 tipografie; 37 chiese e 80 cappelle; 45 distretti; 37 stazioni principali e 336 secondarie. Nonostante i danni ingenti subiti dalla guerra in atto, questa missione ha visto aumentare il numero dei fedeli e ha potuto mantenere in una relativa efficienza le sue varie opere.
mentazione e nel vagliare le loro relazioni causali: ma le sue sintesi e induzioni, forse anche per ragioni politiche, sono oggi ritenute arbitrarie e unilaterali.