TEODORICO di VRIBERG (di FRIBERG). - Filosofo e teologo domenicano della seconda metà del sec. XIII.
Studió a Parigi intorno al 1279. Dal 1293 al 1296, fu provinciale in Germania; nel 1297 mar- stro di teologia a Parigi; nel 1304 par- tecipò al capitolo ge- nerale a Tolosa in Francia; dopo il 1310 non si hanno altre notizie di lui. Quasi completamente di- menticato, prima dello studio che gli dedicò E. Krebs nel 1906. T. è una per- sonalità complessa di pensatore e di scienziato, in quella corrente neoplaton- neggiante che di- scende da Alberto Magno. In lui si pensiero agostiniano della scuola domen- cana premonistica, che con Alberto Ma- gno e Ulrico di Strasburgo s'era ar- ricchito di importan- ti elementi neoplato- tonici, si svolge sotto l'impulso della Elze- mentatio theologica di Proclo tradotta in latino da frate Guglielmo di Moerbeke nel 1268. Dall'Uno, tramite il Verbo, per interna e ebollizione o «trasfusione» procedono tutte le cose create. L'«intelletto agente» d'Ar- stotele è identificato con l'«additum mentis» di Agostino (De Trin., XIV, 7, 9).
Fra le molte sue opere, ha attirato l'attenzione per la sua importanza scientifica il trattato De iride et de radialibus impressionibus.