TEOFANIA (ΘΕΟΦΑΝΊΑ E ΘΕΟΦΆΝΕΙΑ)

TEOFANIA (θεοφανία e θεοφάνεια). - Dal gr. θεός «dio» e φαίνω «apparisco», è la manifestazione di una divinità agli uomini; il significato epifania (v.) quando questo si riferisce a una figura divina; così nella liturgia bizantina la festa dell'Epifania del Signore è detta τα άγια θεοφάνεια e con lo stesso nome la chiamano i Padri greci ss. Basilio, Gregorio Nazianzeno, Gregorio Nisseno.

La t. può avvenire o per la manifestazione di una divinità: celebre è quella di Jahweh a Mosè nel roveto ardente (Ex. 34, 29-30) e quella di Zoroastro in mezzo a un fulgore di fiamma che stupì il sovrano e i nobili Persiani del suo corteggio (Dione Crisostomo, Or., 36, 40); o per l'ascolto della sua voce, come si verificò dopo il Battesimo di Gesù nel Giordano; si chiama anche t. la raffigurazione plastica della divinità che si vede nei sigilli micenei. Festa della t. (τὰ θεοφάννιζα) chiama Erodoto (I, 51; cf. Plutarco, Quaest. gr., 9) quella che si faceva a Delfi per commemorare il periodico ritorno di Apollo al santuario dalle lontane regioni iperboree.

In senso più generale si adotta la parola ierofania per significare ogni manifestazione del sacro nel mito, nel rito, nel sogno, nella superstizione, nella leggenda attraverso minerali, piante, animali.

Per il triplice significato della festa dell'Epifania del Signore V. EPIFANIA.

BIBL.: M. Eliade, Traité hist. des religions, Parigi 1949. Nicola Turchi