Sotto la protezione di Federico III (1690), fu dapprima professore nella Ritter Akademie di Halle, poi, dal 1694, professore di scienza del diritto nella nuova Università da lui stesso organizzata e infine, dal 1710 fino alla morte, decano. Fu un tenace e profondo innovatore della cultura tedesca: si servì della lingua tedesca anziché della latina, applicò con rigore assoluto la formola luterana della divisione tra morale e diritto, ideò il sistema territoriale pre-correndo il giuseppinismo e sostenendo nello stesso tempo la laicizzazione della vita sociale, combatté i processi alle streghe e la tortura, operò per la formazione di un diritto nazionale tedesco svincolato dagli influssi romanistici. Per tutto questo fu chiamato il secondo riformatore della Germania dopo Lutero.
Fra le sue opere vanno ricordate: De jure principis circa adiaphora (Halle 1695); Das Recht evangelischer Fürsten in theol. Streitigkeiten (ivi 1696); De jure principis circa haereticos (ivi 1697); De fundamentorum definienda causas matrimoniales hactenus receptorum insufficientia (ivi 1698); Vindiciae juris majestatis circa sacra, ecc. (ivi 1699); Theses de criminae magiae (ivi 1701); De tortura e foris christianiarum proscribenda (Lipsia 1705); De translatione ministerium Ecclesiae (ivi 1706); De foro competente et subjicione clericorum sub potestate civili (ivi 1709); De originibus processus inquisitorii contra sagas (Halle 1712); Historia contentionis inter Imperium et sacerdotium usque ad saec. XVI, etc. (ivi 1722).