THOMASSIN, D'EYNAC LOUIS de. - Teologo e giurista, n. ad Aix en Provence il 28 ag. 1619, da famiglia di antica nobiltà burgundica, m. a Parigi il 25 dic. 1695. A 14 anni fu accolto dal p. De Condren nell'Oratorio francese, ove passò la vita insegnando e scrivendo. Per la sua ortodossia si attirò le ire dei gallicani e dei giansenisti. Indole mite e timida, ingegno pronto e versatile, religioso esemplare e metodico al sommo, è indubbiamente una delle più belle figure dell'Oratorio di Francia.
Versatissimo nelle lingue classiche, nelle matematiche, nella patrologia, nella storia ecclesiastica, soprattutto nella teologia e nel diritto canonico, lasciò una produzione molto copiosa: Dissertationes in Concilia generalia et particularia (Parigi 1667); Mémoires sur la Grâce (3 voll., Lovanio 1668); Ancienne et nouvelle discipline de l'Eglise (3 voll., più indice, Parigi 1678-79, 1681); Dogmata theologica: De Verbi Dei Incarnatione (ivi 1680); La méthode d'étudier et d'enseigner chrétiennement et solidement les poètes, par rapport aux lettres divines (3 voll., ivi 1681-82); Traités historiques et dogmatiques sur divers points de la discipline de l'Eglise et de la morale chrétienne (2 voll., ivi 1680-83); Dogmata theologica: De Deo Deique proprietatibus (ivi 1684); La méthode d'enseigner chrétiennement la philosophie (ivi 1685); Traité de l'Office Divin (ivi 1686); Vetus et nova Ecclesiae disciplina, editio latina post duas gallicanas auctior et emendatior (3 voll., ivi 1688); Dogmata theologica: Prolegomena, de Trinitate (ivi 1689); La méthode d'étudier et d'enseigner chrétiennement la grammaire et les langues par rapports à l'Ecriture

Il T. in filosofia è fervente ammiratore di Platone e di s. Agostino; ma pur non approvando l'indirizzo della scolastica del suo tempo, non lesina lodi a s. Tommaso. In teologia segue l'indirizzo del Petavio e dell'oratoriano Giovanni Morin e pertanto non trascura la teologia speculativa, ma coltiva di preferenza la positiva, puntando costantemente sui dati della Scrittura, dei Padri e dei concili. La teologia del T. non è arida, ma animata dal soffio della propria profonda meditazione: è una teologia mentis et cordis che, illuminando l'intelletto, muove la volontà. Le sue vedute teologiche, se anche talora discutibili, recano sempre l'impronta della genialità.