TITELMANS, FRANCISCUS. - Teologo francescano, n. a Hasselt (Belgio) nel 1502 o poco prima, m. nel 1537. Studiò filosofia all'Università di Lovanio ove nel 1521 ottenne il grado di «magister artium»; dopo gli studi teologici fu ordinato sacerdote per la diocesi di Liegi.
Ma nel 1523 entrò nell'Ordine di S. Francesco, ove gli fu affidato l'insegnamento ai suoi confratelli. Si procurò grande fama di scienza anche fuori dell'Ordine. Desideroso di silenzio e di perfezione, entrò (1536), con il permesso dei suoi superiori, tra i Cappuccini; eletto provinciale, morì prematuramente.
Tutte le sue opere sono scritte in latino, eccetto un opuscolo spirituale, De Schat des Kerstengeloofs (Anversa 1531; vers. lat.: Summa mysteriorum christianae fidei), semplice e chiara esposizione della dottrina cattolica mediante considerazioni e preghiere; questo è, con il De expositione mysteriorum Missae (1544), il suo trattato più notevole. Le altre opere possono dividersi in quattro gruppi: filosofiche, esecizie, teologico-sacistiche e storiche. La sua esegesi lo mise in conflitto con Erasmo.