Studiò diritto a Praga ed entrò nella magistratura e poi nella carriera amministrativa. Nel 1847 prestò servizio in Galizia alle dipendenze del conte Rodolfo Stadion; membro della Dieta boema, intervenne con gli scritti a favore del movimento nazionale ceco; nel 1848 per pochi mesi fu presidente del governo in Boemia; dal 28 luglio 1849, ministro del culto e dell’istruzione nel gabinetto Schwarzenberg, si dimostrò avversario del giuseppinismo e fautore di una concorde collaborazione dello Stato con la Chiesa. Dopo trattative e colloqui con i vescovi, tenuti di comune accordo con l’Imperatore e con il ministro, furono infatti emanate le patenti imperiali del 18 e del 23 apr. 1850, che abolirono il placito regio per le comunicazioni dell’episcopato con la S. Sede ed assicurarono ai vescovi il diritto di pronunciarsi a proposito dei candidati designati dal governo per le cattedre di teologia nelle università o per impartire l’insegnamento religioso nelle scuole. Validamente coadiuvato da F. Exner e da H. Bonitz, attese a riordinare la scuola media in Austria. Si adoperò inoltre per l’inizio delle trattative con la S. Sede, per il Concordato concluso del 1855. Lasciato il ministero nell’ott. 1860, l’anno successivo passò a far parte della Camera dei Signori, dove fu uno dei più ascoltati ed attivi membri dell’ala conservatrice. Nel 1868 prese la parola nel corso della discussione sul progetto di legge matrimoniale affermando, il 21 marzo 1868, essere tale legge contraria al Concordato e che, di conseguenza, la proposta governativa, dettata da spirito liberale ed anticlericale, tendeva ad una unilaterale revoca del Concordato stesso. Proponeva, pertanto, che fosse aggiornato il dibattito sul disegno di legge e su quello dell’istruzione in attesa di provvedere di comune accordo con la S. Sede a modifiche del testo concordatario. Malgrado le operazioni del T., il governo, ottenuta l’approvazione del Parlamento, rese esecutive le due leggi. Dopo aver appoggiato nel 1871 nella Dieta boema il federalismo del ministero Hohenwart, T. si ritirò dall’attività pubblica in seguito alla vittoria dei liberali. Ritornò tuttavia alla vita politica nel 1883.
THUN-HOHENSTEIN, LEO, CONTE DI
Bibl.: S. Frankfurter, Graf Leo T.-H., F. Exner und H. Bonitz, Lipsia 1895; H. Brück, Gesch. der kath. Kirche in Deutschland, in J. Jahrh., III, Magonza 1896, passim; B. von Frank-Hochwart, Carneri und Leo T., in Deutsche Revue, 26 (1901), pp. 306-15; H. Friedjung, Österr. von 1848 bis 1860, 3a ed., vol. II, parte 1, Stoccarda-Berlino 1912, p. 480; S. Exner, in W. Exner, Leo T., in Sudetendeutsche Lebensbilder, Reichenberg 1934, pp. 301-304. Silvio Furlani