TIMOTEO I, PATRIARCA NESTORIANO

TIMOTEO I, patriarca nestoriano. - N. nel 727 o 728 a Hazza presso Arbela, m. nell'823. Monaco nel monastero di S. Giorgio, fu più tardi vescovo di Bejt Bagas e nel 779 patriarca.
TIMOTEO I, patriarca nestoriano. - N. nel 727 o 728 a Hazza presso Arbela, m. nell'823. Monaco nel monastero di S. Giorgio, fu più tardi vescovo di Bejt Bagas e nel 779 patriarca.

Dopo due anni di lotta per far riconoscere da tutti la sua carica, governò in relativa calma con saggezza e fermezza per più di 40 anni la sua Chiesa, che ebbe allora la sua massima espansione. Fondò 6 nuove province ecclesiastiche, mandò missionari, generalmente monaci, al mare Caspio, in Transoxania, fin nel lontano Tibet e nell'Arabia meridionale, migliorò la formazione del clero, fondando scuole e ebbe grande cura nella scelta dei vescovi. Con la corte dei califfi 'abbasidi a Bagdad, dove aveva forti sostenitori, seppe mantenere sempre buone relazioni e difese davanti al califfo al-Mahdi in una disputa pubblica la religione cristiana.

Tra i suoi scritti sono da segnalare anzitutto le numerose ed interessantissime lettere (più di 200), una serie di decisioni canoniche e la sua apologia del cristianesimo davanti al califfo al-Mahdi. La sua dottrina cristologica è in sostanza quella comune ai nestoriani. Egli riconosce la necessità della Grazia; la sua concezione dell'Eucaristia sembra esatta; ammette la validità del Battesimo amministrato da sacerdoti cattolici o monofisici, considera i cinque patriarchi come uguali tra di loro, con una certa preminenza di quello di Seleucia-Ctesifonte.

BIBL.: E. Sachau, Syrische Rechtsbücher, II, Berlino 1902, pp. 53-117; J. Labourt, De Timotheo I, Nestorianorum patriarcha, Parigi 1904; O. Braun, Timothei I Epistolae, in Corpus Script. Orient., Script. Syri., 2a serie, LXVII, ivi 1915; A. Baumstark, Cesch. der syrisch. Liter., Bonn 1922, p. 217 sgg.; A. Mingana, Timothy's Apology for Christianity (Woodbrooke Studies, II, n. 1), Cambridge 1928; E. Tisserant, Timothé I, in DThC, XV, coll. 1121-39. Guglielmo de Vries.