TIRO (EBR.-FENICIO ŠÔR, ŠÔR; CF. ŠÛR « ROCCA»; GR. TÚPOÇ; MOD. ŠÛR)

TIRO (ebr.-fenicio Šôr, Šôr; cf. šûr « rocca»; gr. Túpoç; mod. Šûr). - Città principale della Fenicia.

Le origini della città marinara di T. sono forse dovute a postazioni di pescatori (sciamati da Sidone?) al principio del III millennio; tracce antichissime, di origine ignota, si sono trovate più all'interno.

T. fu presto in relazione di scambio con l'Egitto, come mostrano resti locali e menzioni nei testi geografici, e così per tutta l'epoca di splendore della città, tra i secc. XIV e VII a. C. Nell'età di el-Amârnah l'influenza commerciale più che politica, dell'Egitto su T. era molto forte; in seguito la città si rese da sola e andò acquistando sempre maggiore sviluppo in confronto alla rivale Sidone. Nella città prosperavano varie industrie, anche a carattere di grandi imprese, specialmente in nemelullargia, oreficeria, tessitura, tintoria; gli scavi hanno messo in luce tracce degli impianti, che del resto si possono conoscere meglio da Biblos, ove i resti si sono conservati meglio. Le colonie tiri, sparse in tutto il Medio-Terraneo (Cartagine, Ippona, Biserta, Utica, Cadice), e pare anche al di là delle colonie d'Ercole (Tharsis), erano grandi sbocchi per la collocazione dei manufatti. Sicché la navigazione non è che un aspetto della grandiosa civiltà di T. A parte l'accenno a T. in Ios. 19, 29 (cf. II Sam. 24, 7) a proposito della spartizione del Canaan, ove si dice che il confine nord-occidentale di Aser giunge fino alla città fortificata da T. a, o, secondo i Settanta, fino alla sorgente di T. a, ossia Râs el-'Ajn, 3 km. a sud della città, ove sono antichi pozzi artesiani e un acquedotto, T. entra nell'orizzonte biblico, appunto come centro industriale e artistico, fin dal tempo Hiram (v.) e di Hiram (v.).

In seguito i riferimenti biblici a T. acquistano contenuti letterari e moraleggianti: allusione compiaciuta, benché indiretta, al suo splendore (Ps. 45, 13; i suoi doni per nozze regali; ibid. 87, 4: tra i popoli che fanno omaggio a Sion); aspro rimprovero per la cattura e il commercio degli schiavi, che purtroppo non mancavano tra i generi di esportazione fenici (Am. 1, 9-10; Joel 4, 4-5); giudizio profetico sulla fine luttuosa della superba città (Is. 23; Ez. 26-28). Ezechiele fa una descrizione splendida della magnificenza di T., dei suoi traffici, del suo porto, figurando la città stessa come una nave, più a fine allegorico che reale, come personificazione di orgoglio, insulto agli altri popoli e a Dio (all'età di Ezechiele T., che aveva dovuto più volte difendersi da invasioni assise, era in decadenza), ma con riferimento all'effettiva storia della città e delle sue colonie.

Nell'età persiana ed ellenistica l'importanza di T. andò diminuendo; rimase però il grande ricordo della potenza passata, ordinariamente in unione con Sidone, come mostrano le allusioni del Vangelo (Mt. 11, 21-22; 15, 21; Mc. 3, 8; 7, 24; 31; Lc. 6, 17; 10, 13 sgg.), insieme con un certo movimento nel suo porto (Act. 21, 3-7).

Fu sede vescovile fin dai tempi apostolici. Quivi morì Origene e fu condannato s. Atanasio (335). Caduta sotto gli Arabi (638), seguì le sorti della Siria (sotto i califfi di Damasco, poi di Bagdad, poi i Selgûqidi). Un momento d'importanza ebbe ancora la rocca al tempo delle Crociate; conquistata da Baldovino II (1124), diventò sede di un vescovato latino, di cui fu titolare il celebre eremita Guglielmo; abbandonata però dopo la caduta di S. Giovanni d'Aeri (1291), si ridusse a un piccolo centro, abitato per lo più da pescatori, oggi forse in numero di ca. 9 mila.

T. è attualmente sede: 1) del vescovato dei melkiti dal 1683, con 10 parrocchie, 9 sacerdoti, 7945 fedeli in mezzo a 102.500 ab.; 2) di un vescovato dei maroniti dal 1838, prima dal 15 ag. 1819 vicariato, con 22 chiese, di cui 20 parrocchie, 25 sacerdoti e 11.361 fedeli.

BIBL.: F. Jeremias, Tyros bis zur Zeit Neubakdnesars, Berlino 1891; P. Clemmant, Les prophéties d'Ezechiele contre Tyro, Parigi 1912; W. F. Fleming, The history of Tyre, in Column-bia University orient. studies, 10 (1915), pp. 54-78; R. Dussaud, Topographie historique de la Syrie antique et médiévale, Parigi 1927; A. Poidebard, Un grand port disparu, Tyro, 1919; Ph. K. Hitti, History of Syria, Londra 1951, V. indice.

Giovanni Rinaldi

ARCHEOLOGIA. - Dei vescovi di T. Eusebio ricorda nel II sec. Cassio, che partecipò al Sinodo sulla celebrazione della Pasqua (Hist. eccl., V, 25); ca. il 250 il vescovo Marino è ricordato in una lettera di Dionigi di Alessandria al papa Stefano (ibid., VII, 5).

Nella grande persecuzione caddero il vescovo Tyrannios (Eusebio, Hist. eccl., VIII, 13), il martire Ulpiano (id., De martyr. Palaestin., 5, 1), la martire Teodosia (ibid., 7, 1). Il Martirologio geronimiano, al 24 luglio attribuisce alla città di T. la martire Cristina (v.). Eusebio fu presente in T. ai crudeli tormenti ai quali furono sottoposti molti cristiani; ricorda che quelli esposti alle fiere aizzate contro di loro, rimase illesi, come cinque egiziani che vennero poi sgozzati e gettati in mare (Hist. eccl., VIII, 8).

In T. Eusebio trovò affissa una tavola di bronzo con la copia della lettera inviata dall'imperatore Massimino Daia per congratularsi con le città che avevano emanato decreti contro i cristiani (ibid., IX, 7).

Il dotto prete anticoheno Doroteo, di cui fu uditore Eusebio di Cesarea, ca. la fine del sec. 111 venne nominato dall'Imperatore amministratore della tintoria della porpora in T. (ibid., VII, 32). Da Eusebio, nel discorso per la consacrazione della nuova chiesa di T. da lui dedicato al vescovo di T. Paolino, il nuovo edificio viene chiamato «la più bella chiesa di tutta la Fenicia» (ibid., VIII, 7). Tra le stoffe preziose donate dai papi alle chiese di Roma sono spesso ricordate quelle «Tyrea»; Adriano I (772-95) ne offrì 65 alla basilica di S. Pietro e 20 per ciascun titolo o parrocchia (Lib. Pont., I, pp. 499, 504). Di T. FRUMENZIO, SANTO (v.), apostolo dell'Abbisinia.

Nel 1845 furono eseguiti scavi e si ritrovò un battistero a cui si accedeva mediante due scale opposte (S. N. Seppè, Meerfahrt nach Tyros zur Ausgrabung der Kathodele mit Barbarossa's Grab, Lipsia 1879, pp. 210, 217). Dalle fonti è nota la chiesa ottagona della Theotokos. Alcuni musici decorativi d'età bizantina sono a Parigi

nel Museo del Louvre. T. è oggi anche sede titolare arcivescovile di rito latino. Enrico Josi