TOMMASO, ABATE DI FARFA, SANTO

TOMMASO, abate di FARFA, santo. - La tra- dizione storica Farfa (v.) ricorda con molta venerazione T. di Moriana, monaco di origine franca.

Egli sarebbe vissuto per tre anni a Gerusalemme e per tre anni ad Efeso e al ritorno dal suo pellegrinaggio, illuminato da una visione avrebbe ricostruito nel 680 il monastero di Farfa, distrutto dal Longobardi, con l'ap- poggio dei duchi di Spoleto ormai cattolici (in particolare di Farolado II) e dei papi, specialmente di Giovanni VII. La fondazione di un monastero in una posizione chiave tra l'antico Ducato romano e il Ducato spolestino, dove già prima si era stanziata una fara (Fara Sabina), rivestiva par- ticolare importanza politica e religiosa che il rapido svi- luppo del monastero conferma. La tradizione riconnette a T. di Moriana anche la fondazione del monastero di S. Vincenzo al Volturno. Studi recenti prospettano l'ipo- tesi che T. fosse originario non della Moriana franca, ma della Mauriana che era un quartiere di Costantinopoli, e che facesse parte di quella schiera di missionari di origine orientale (adombrata nella tradizione del suo pellegrinaggio e del suo soggiorno in Oriente) di cui la S. Sede si serviva in quel tempo per evangelizzare i Longobardi ariani. A questa stessa cerchia avrebbe appartenuto anche il ve- scovo Lorenzo, di cui è esplicitamente ricordata l'origine siriaca, che avrebbe fondato il monastero assai più tardi di quanto la tradizione pretenda.

Bibl.: per la bibl. generale V. FARFA. Per l'origine orientale di Lorenzo e di T., V. G. P. Boghetti, S. Maria di Castelseprio, Milano 1948, p. 301; cf. anche Acta SS. Septembris., III, Parigi 1865, pp. 599-610; I. Schuster, L'imperiale abbazia di Farfa, Roma 1921, pp. 20-29, 392 sgg., 421. Felice da Marceto