TOMMASO DI GESÙ (DE ANDRADA)

TOMMASO di GESÙ (DE ANDRADA). - Mistico agostiniano, n. a Lisbona dalla famiglia Alvarez de Andrada ca. il 1530, m. nel Marocco il 17 apr. 1582; emise i voti nel patrio convento nel 1548, studiò nell'Università di Coimbra e si distinse, Montoya (v.), per spirito di penitenza e orazione.

Cappellano nell'infausta spedizione africana del re Sebastiano, restò ferito e prigioniero nella sconfitta di Alcazar Quivir (4 ag. 1578). Destinò ad altri il riscatto ricevuto dalla contessa di Linhares, sua sorella; rimase tra i compagni di sventura per conservare nella fede i prigionieri e convertire coloro che avevano apostato. Scrisse nella prigionia diversi opuscoli catechistici e Os trabalhos de Jesus (parte 1ª, Lisbona 1602; parte 2ª, ivi 1609), patetiche contemplazioni sui «patimenti di Gesù» basate su un diligente studio esegetico, senza sussidio di libri, della Passione nei Vangeli. Questo testo di lingua e capolavoro della mistica portoghese fu tradotto più volte in spagnolo (Madrid 1628, ecc.), poi in francese, italiano (P. Li Fiori, Roma 1644), latino, tedesco, inglese e olandese.

BIBL.: A. Palmieri, Andrade (Thomas de), in DHG, II, 1394-95; I. Monasterio, Misticus agostinus, I, El Escorial 1929, pp. 133-41; A. F. C. Bell, A Portuguese mystic: frei T. de J., in Hispanic Rev., 1 (1933), pp. 50-54; B. Famiani, I patimenti di Gesù del ven. P. T. di G. (ristampa trad. italiano della parte 2ª), Firenze 1933. Davide Falciani

TOMMASO di GESÙ. - Missionologo e mistico, al secolo Diaz Sanchez de Avila, n. nel 1564 a Baeza (Andalusia), m. il 24 maggio 1627 a Roma.

Laureatosi in filosofia e teologia nel 1583, studiò diritto a Salamanca. Nell'apr. 1586 entrò nell'Ordine carmelitano e fu ordinato sacerdote nel 1589. Segui nell'Ordine dapprima la tendenza strettamente contemplativa, dichiarandosi però pronto a qualunque compito gli fosse affidato. Chiamato a Roma nel 1607 da Paolo V, T. fu destinato superiore alla missione del Congo, insieme col p. Diego dell'Incarrazione, ma non poté partire e rimase a Roma. Per preparare i missionari di una progettata Congregazione carmelitana di S. Paolo, il p. T. scrisse lo Stimulus Missionum (Roma 1610), lavoro preparatorio ad un grande manuale di scienza missionaria, per il quale T. negli anni successivi raccolse il materiale negli Archivi e nelle Biblioteche romane e nei colloqui con scismatici e eretici convertiti. Tale proposito fu interrotto perché T. nel 1610 per ordine di Paolo V passò in Francia e nelle Fiandre per fondarvi conventi carmelitani secondo la riforma teresiana dei quali fu provinciale fino al 1617, in cui tornò a Roma. Nel 1613 fu pubblicato ad Anversa De procuranda salute omnium gentium, e nel medesimo anno una ristampa pura e semplice, sotto il titolo cambiato Thesaurus Sapientiae divinae in gentium omnium salute procuranda. Nel l. III del suo Manuale di missionologia, T. sviluppa il progetto di una Congregatio de Propaganda Fide, per la direzione centrale di ogni attività missionaria della Chiesa; T. ha studiato a fondo il Cartapacio del p. Pietro della Madre di Dio che contiene un Modus propagandi fidem catholicam presentato insieme con una supplica del vescovo di Tournai, Vendville (v.), nel 1589 a Siato V.
T. di G. è celebre per le sue opere di teologia spirituale, specialmente per la Sumo y compendio de los grados de oración (Roma 1610), Tratado de la oración mental (ivi 1610), Practica de la viva fe (Bruxelles 1613), Methodus examinandi ac discernendi spiritualem animae profectum (ivi 1620), Divinae orationis... methodus, natura et gradus (Anversa 1623), De contemplatione divina (ivi 1620), più volte edite e tradotte. Con profondità dottrinale e grande erudizione, T. fu il primo della scuola spirituale carmelitana a studiare l'insieme dei problemi mistici alla luce della teologia scolastica. È celebre anche come volgarizzatore della contemplazione acquisita (v. IV, 443) della quale per primo trattò sistematicamente sia nel De contemplatione divina (l. I, sapp. 1-3, 5) sia nel De contemplatione acquisita, rimasto inedito fino a poco fa (Milano 1922). La maggior parte dei suoi scritti fu raccolta nell'Opera

omnia in 2 voll. (Colonia, 1684). Altre opere che dovevano formare il III vol. rimangono manoscritte nell'Archivio generale O.C.D. di Roma.

BIBL.: Martialis a S. I. B., Bibliotheca Scriptorum Carm. Disc., Bordeaux 1730, pp. 409-19; Anastasius a S. P., in Joseph a Sp. Saneto, Cursus Theolog. mystico-scolasticae, I, Bruges 1924, pp. 298-303; José de J. C., P. P. T. de J., escritor mistico, in Eph. Carmel., 3 (1949), pp. 225-49, 305-49, e 4 (1950), pp. 149-206, con elenco critico di tutti gli scritti di T., profilo biogr. e sintesi dottrinale. Per l'attività missionaria: S. Salaville, La «Somma del Missionario» dei carm. T. di G., in Il pensiero missionario, 5 (1933), pp. 225-47; soprattutto Tommaso di Gesù (Pammolli), Il P. T. di G. e la sua attività mission., Roma 1936, con elenco di fonti e documentazione. Per la dottrina mistica, specie per la questione della contemplazione acquisita: Crisogono de J. S., La escuela mistica carmelitana, Avila 1930, pp. 152-162; Gabriele di S. M. M., La contemplaç. acquisita, Firenze 1938, pp. 142-46; id., Carmes Déchoussis, in DSp, II, coll. 174 sg., 183 sg.; id., Thomas de Jésus et la contemplation acquise, in Rev. d'ascét. et de myst., 25 (1949), pp. 3-17, da i vedersi, per quanto riguarda la fonte diretta di T. di G., con l'importante studio di Simeon de la S. F., «La primera parte del camino espiritual de oración y contemplación» obra inédita y fundamental del P. Thomas de Jesús, in El Monte Carmelo, 60 (1952), pp. 3-36, 145-72.

Valentino di Maria-Nicola Kowalski

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“TOMMASO DI GESÙ (DE ANDRADA).” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 179. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/tommaso-di-gesu-de-andrada.