TOSTI, ANTONIO

TOSTI, Antonio. - Cardinale, n. a Roma il 4 ott. 1776, m. a Roma il 20 marzo 1866. Esercitato con zelo il ministero sacerdotale nella Pia Unione di S. Paolo Apostolo tra gli ecclesiastici di Roma si dedicò, con successo, alla carriera diplomatica ed a quella amministrativa. Incaricato d'affari della S. Sede a Torino, tornò a Roma nel 1834 per succedere al card. Brignole nell'ufficio di tesoriere generale, allora equivalente a quello di ministro delle Finanze.

Dimostrò doti di saggio organizzatore ed ebbe parte principalmente nelle disposizioni emanate da Gregorio XVI per il riassetto delle pubbliche finanze, per l'esecuzione di importanti opere pubbliche, per l'incremento dell'industria e del commercio. Si devono a sua iniziativa la notificazione sull'aumento del dazio sopra i tessuti di lana e la concessione di premi ai fabbricanti di Roma e dello Stato; la pubblicazione della raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione emanate nello Stato pontificio; le norme per la riforma del sistema monetario; l'ammissione degli ebrei di Roma a partecipare alle elargizioni dei sussidi del Monte di Pietà; il regolamento per la riscossione delle tasse e degli altri proventi spettanti alla Presidenza delle Ripe (interessante per le notizie relative alle tasse sulle barche che approdavano al Porto di Ripetta e alle norme sulla licenza per la pesca); il regolamento di disciplina interna per l'amministrazione delle poste e dei suoi uffici; quello per le Casse Camerali; le norme per l'esecuzione del regolamento della Segreteria per gli affari di Stato interni; le disposizioni dirette alla repressione dei contrabbandi. Ebbe inoltre parte ne- tevolissima nell'istituzione della Banca romana e della Cassa di risparmio di Roma (1836), ed acquistò grandi benemerenze verso la marina militare pontificia.

Creato cardinale e riservato in petto da Gregorio XVI nel Conciestro del 12 febbr. 1838, fu pubblicato in quello del 18 febbr. 1839, con il titolo di S. Pietro in Montorio; per espresso desiderio del Pontefice continuò nell'ufficio di tesoriere generale, da cui si dimise agli inizi del pontificato di Pio IX. A giustificazione dell'attività svolta fece pubblicare il Bilancio generale delle rendite e spese nel decennio dal 1835 al 1844 (Roma 1847).

Amantissimo delle arti e degli artisti il T. (che, tra l'altro, fu nominato da Pio IX bibliotecario di S. Romana Chiesa [1854], come successore di Angelo Mai), fece restaurare gli edifici del Laterano, le chiese di S. Pietro in Montorio, dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia, di

Diede inoltre nuova vita all'Accademia dei professori di musica sotto l'invocazione di S. Cecilia con sede a Carlo a' Catinari, dimostrando vive premure per la vita spirituale dei musicisti e per il maggior incremento della musica sacra. Tra i suoi scritti vanno ricordati: Relazione dell'origine e de' progressi dell'Ospizio Apostolico di S. Michele (Roma 1832); A Gregorio XVI. Epigrafi (s. n. t.), preziosa raccolta di tutte le lapidi celebranti le opere pubbliche di quel Pontefice.

Bibl.: Moroni, LXXIV, pp. 333 e 337; F. Gasparoni, Del'Opisio Apostol. di S. Michele e dei lavori ultimati, fatti eseguiti da mons. A. T., Roma 1839; L. Schauer, Les Cardinaux de Rome, Paris 1840