TOURNON, CARLO TOMMASO MAILLARD de. - Patriarca di Antiochia e cardinale, n. il 21 dic. 1668 a Torino, figlio di un ministro del duca di Savoia, m. a Macao l'8 giugno 1710. Giovane sacerdote venne a Roma e fu uno dei confondatori dell'Accademia dell'Arcadia. Clemente XI, per definire la questione dei riti nel Malabar e nella Cina (v. dei), decise di mandarvi un visitatore apostolico con l'incarico di studiare la questione sul luogo, e nominò allo scopo il de T. (5 dic. 1701) che consacrò patriarca di Antiochia il 27 dic. 1701 e muni delle facoltà di legato *a latere*.
Per assicurare la riuscita della legazione furono spediti brevi a Pedro II di Portogallo, Filippo V di Spagna, Luigi XIV di Francia, all'imperatore della Cina, agli Ordinari di Goa, Mylapore, Manila, Macao, a quelli della Indocina e della Cina e ad altri personaggi e istituzioni. Con la bolla *Speculatores domus Israel* del 2 luglio 1702 il legato ebbe le sue facoltà e le istruzioni corrispondenti. Su nave francese parti dalla Spagna per l'India il 9 febbr. 1703. Il re del Portogallo Pedro II si mostrò offeso perché la visita generale era stata ordinata senza consultar lui, quale patrono delle missioni, e perché il viaggio del legato si compiva senza toccare né Lisbona né Goa. De T. approdò a Pondichéry il 6 nov. 1703 e arrivò il 4 nov. a Madras, ricevuto solennemente dal vescovo di Mylapore e riconosciuto quale legato apostolico. Una lunga malattia lo trattenne a Pondichéry, durante la quale prese informazioni sui riti malabarici, che in 16 punti condannò con il decreto del 23 giugno 1704, pubblicato soltanto l'8 luglio, tre giorni dopo la sua partenza per Manila. I Gesuiti, appellandosi a spiegazioni orali del legato, domandarono una dilazione di tre anni. L'arci-vescovo di Goa Agostino da Anunciação interdisse l'esecuzione del decreto nella sua arcidiocesi e nelle diocesi suffragane. Il de T. era già partito per Manila l'11 luglio 1704, ove giunse il 2 apr. 1705. Il 20 maggio 1705 scrisse al p. Antonio Thomas S. J. pregando i Gesuiti di procurargli una udienza alla Corte imperiale di K'ang Hsi. In una prima deliberazione con i vari superiori religiosi a Canton il de T. decise di nascondere provvisoriamente alla corte la sua qualità di legato per regolare in primo luogo la situazione religiosa. Prese il lazzarista piemonte-se Luigi Antonio Appiani come principale assistente e interprete. Il 22 luglio 1705, l'Imperatore, a cui i pp. Claudio Filippo Grimaldi,

TOURNON, CARLO TOMMASO MAILLARD de. - Patriarca di Antiochia e cardinale, n. il 21 dic. 1668 a Torino, figlio di un ministro del duca di Savoia, m. a Macao l'8 giugno 1710. Giovane sacerdote venne a Roma e fu uno dei confondatori dell'Accademia dell'Arcadia. Clemente XI, per definire la questione dei riti nel Malabar e nella Cina (v. dei), decise di mandarvi un visitatore apostolico con l'incarico di studiare la questione sul luogo, e nominò allo scopo il de T. (5 dic. 1701) che consacrò patriarca di Antiochia il 27 dic. 1701 e muni delle facoltà di legato *a latere*.
Per assicurare la riuscita della legazione furono spediti brevi a Pedro II di Portogallo, Filippo V di Spagna, Luigi XIV di Francia, all'imperatore della Cina, agli Ordinari di Goa, Mylapore, Manila, Macao, a quelli della Indocina e della Cina e ad altri personaggi e istituzioni. Con la bolla *Speculatores domus Israel* del 2 luglio 1702 il legato ebbe le sue facoltà e le istruzioni corrispondenti. Su nave francese parti dalla Spagna per l'India il 9 febbr. 1703. Il re del Portogallo Pedro II si mostrò offeso perché la visita generale era stata ordinata senza consultar lui, quale patrono delle missioni, e perché il viaggio del legato si compiva senza toccare né Lisbona né Goa. De T. approdò a Pondichéry il 6 nov. 1703 e arrivò il 4 nov. a Madras, ricevuto solennemente dal vescovo di Mylapore e riconosciuto quale legato apostolico. Una lunga malattia lo trattenne a Pondichéry, durante la quale prese informazioni sui riti malabarici, che in 16 punti condannò con il decreto del 23 giugno 1704, pubblicato soltanto l'8 luglio, tre giorni dopo la sua partenza per Manila. I Gesuiti, appellandosi a spiegazioni orali del legato, domandarono una dilazione di tre anni. L'arci-vescovo di Goa Agostino da Anunciação interdisse l'esecuzione del decreto nella sua arcidiocesi e nelle diocesi suffragane. Il de T. era già partito per Manila l'11 luglio 1704, ove giunse il 2 apr. 1705. Il 20 maggio 1705 scrisse al p. Antonio Thomas S. J. pregando i Gesuiti di procurargli una udienza alla Corte imperiale di K'ang Hsi. In una prima deliberazione con i vari superiori religiosi a Canton il de T. decise di nascondere provvisoriamente alla corte la sua qualità di legato per regolare in primo luogo la situazione religiosa. Prese il lazzarista piemonte-se Luigi Antonio Appiani come principale assistente e interprete. Il 22 luglio 1705, l'Imperatore, a cui i pp. Claudio Filippo Grimaldi,
TOMMASO PERERA e ANTONIO THOMAS avevano presentato la supplica il 17 luglio 1705, concesse l'udienza. Il 9 sett. 1705 il de T. parti per Pechino, dopo che il vescovo di Macao João de Cazel lo aveva riconosciuto come legato. In due udienze del 31 dic. 1705 e del 29 giugno 1706 il legato fu ricevuto dall'Imperatore con tutti gli onori. L'Imperatore nell'intento di comporre la questione dei riti domandò al legato una dichiarazione in proposito; questi però volle evitare la risposta, per non fare intervenire l'Imperatore in questioni missionarie. Nell'udienza del 29 giugno 1706 comunicò all'Imperatore che aveva convocato a Pechino Carlo Maigrot, vicario apostolico del Fukien, il quale, buon conoscitore della letteratura e delle usanze cinesi, gli avrebbe potuto fornire gli schiarimenti sui punti discussi tra i missionari.
Il Maigrot, in varie dispute dinanzi all'Imperatore, non fu molto brillante. Ben presto il de T. si accorse che le trattative erano andate a vuoto e cercò un'occasione per partire. Il 28 ag. 1706 il segretario del legato Giovanni Chin-Hsiu e l'interpreta Appiani furono catturati. Il 29 sett. 1706 l'Imperatore richiamò Gioacchino Bouvet e Sabino Maciani che erano stati mandati come legati al Papa, su pretesto che il de T. non aveva presentato le sue credenziali.
Al principio di ott. del 1706 il legato ebbe l'ordine di tornare a Canton. Il 25 genn. 1707 pubblicò a Nanchino il decreto del S. Uffizio, emanato il 20 nov. 1704 contro i riti cinesi. Sdegnato di questa pubblicazione l'Imperatore il 13 giugno 1707 lo fece catturare e condurre a Canton. Il vescovo di Macao, che nel 1705 aveva riconosciuto il de T. come legato, richiese allora che le sue credenziali gli fossero esibite dalla Cancelleria reale di Lisbona. Il legato resistette a questa ingiunzione e perciò fu confinato in un palazzo di Macao dal governatore. Angustiato da tutte le parti ed abbandonato, non si lasciò muovere a concessioni con cui avrebbe potuto comprare la sua libertà.
Il 1° ag. 1707 fu creato cardinale; ma le sue sofferenze continuarono, finché pochi anni dopo morì. La sua salma nel 1723 fu trasportata a Roma e seppellita nella cappella del Collegio di Propaganda a Piazza di Spagna.