TREBISONDA (TRAPEZUNTE, TRABZON). - Il vescovato greco di T., elevato più tardi in metropoli esisteva già ai tempi del Concilio di Nicea (325).
Sotto Diocleziano vi morì martire s. Eugenio, il futuro patrono della città. Lo sviluppo della vita cristiana si mostrò nella fondazione di non pochi monasteri e celebri chiese. I vescovi di T. parteciparono ai Concili e cenni e quelli di Costantinopoli. Il vescovato seguì la sorte di Costantinopoli nello scisma del sec. XI. Dopo l’erezione del piccolo impero di T. ad opera dei Comneni nel sec. XIII, la città non poté più raggiungere la potenza che ebbe quando faceva parte dell’Impero bizantino. Però con le potenze occidentali e con Venezia, Genova, Firenze, T. coltivò parecchie volte relazioni stipulate con trattati e cercò appoggio nell’Occidente, anche presso il Papa, quando nel sec. XV la sua stessa esistenza fu minacciata dai Turchi che distrussero l’Impero di T. nel 1461 (v. ORANTE, IMPERO D’, II. *Impero latino d’Oriente*).
Il vescovato latino di T. fu eretto nel 1314, diventò però già nel sec. XV soltanto titolare. Un convento franciscano è attestato dall’anno 1314; esso esisteva ancora nel 1390; lo stesso si sa di un monastero domenicano. Più tardi, nel 1652, i Cappuccini cercarono di esercitare il loro apostolato dalla loro missione della Georgia, ma soltanto nel 1845 poté essere stabilita la missione di T. con le vicine città di Sinope e Samsun; al superior della missione vennero concesse le facoltà di prefetto apostolico. Più tardi i Mechiaristi ed i Gesuiti sotto Leone XIII vennero in aiuto di quelle regioni, come anche le Suore di S. Giuseppe e le Suore armene. Le tristi vicende piombate sugli Armeni nel 1895 e nella prima guerra mondiale (1914-18) e l’emigrazione forzata dei cristiani dalle regioni intorno al Mar Nero furono molto funeste per la prefettura apostolica di T., che divenne semplice missione dopo il decreto del 12 sett. 1896 che aboliva le «Prefetture delle Missioni apostoliche presso le Chiese orientali». Il 20 giugno 1931 fu creata a T. una missione «sui iuris» per i fedeli di rito latino (AAS, 23 [1931], pp. 402-403), affidata ai Cappuccini.
La diocesi cattolica di rito armeno (eretta nel 1850) fu già nel 1932 vacante, impedita, dispersa.
Dei personaggi illustri di T. si ricordano il card. Besarione che scrisse un *Encomio* in onore della sua città natale, edito da Spy. Lampros nella rivista *Néos* (XVIII, 13 [1916], pp. 145-204). Nel Concilio di Firenze il metropolita Doroteo sottoscrisse la bolla d’Unione. Nella prima metà del sec. XVII il metropolita Cirillo abbraccò l’unione con la Chiesa cattolica e fu perciò espulso dalla sua sede (v. C. Giannelli, in *Orientalia Christ. Periodica*, 15 [1949], p. 167 sgg). Lettere pontificie dirette agli Imperatori di T., ancora conservate, risalgono agli anni 1291, 1329, 1434, 1460. L’abate dei Mechiaristi di Venezia, Ignazio Ghirurkean, nativo di T., fu anche benemerito di T. fondando colà una scuola nel 1876.