TROFIMO (Τρόφιμος, «nutrito», «alunno»), santo. - Cristiano di Efeso e compagno di s. Paolo, del cui arresto nel 58 fu causa involontaria.
Era con l'Apostolo alla fine del suo terzo viaggio missionario, TICONIO (v.) ed altri cinque o sei (Act. 20, 4-5), con lo stesso probabile incarico. A Gerusalemme fu visto con Paolo da alcuni giudei dell'Asia proconsolare, i quali, pensando fosse stato da lui introdotto, benché pagano ed incrinco, nell'atrio interno del Tempio, ri
TROFIMO - TROIA
precisazione cronologica, che T. fu il primo vescovo missionario della Gallia inviato dalla Sede apostolica «ex cuius fonte totae Gallia fidei rivulos acceperunt» (n. 328). Forti di questa affermazione, non esatta, i vescovi della provincia Arelatense precisarono in una lettera del 450 a. s. Leone Magno, che T. fu mandato ad Arles da s. Pietro (PL 54, 879). Cesario d'Arles a sua volta fece di T. un discepolo degli Apostoli e gli assegnò tre consoci, Paolo di Narbona, Saturnino di Tolosa e Dafno di Vaison (cf. Libellus de mysterio sanctae Trinitatis, 17: ed. G. Morin, II, Maredsous 1942, p. 179). Finalmente Adone nel sec. IX identificò T. con l'omonimo discepolo di s. Paolo, «ab apostolis Romae ordinatus episcopus» di Arles (cf. Libellus de festivitatibus Apostolorum, cit. da H. Quentin, Les martyrologes historiques du moyen âge, Parigi 1908, p. 603). Si è anche fatto di T. uno dei 72 discepoli di Nostro Signore (BHL, 8319). Il tentativo di identificare T. con Serapione di Alessandria non merita di essere preso in considerazione.