TSINGTAO, DIOCESI di. - Sulla costa del Mar Giallo, nella parte sud-orientale della provincia dello Shantung, nella Cina settentrionale.
Fu eretta in prefettura ap. l'11 febbr. 1925 con 12 Yenchow (v.) e fu affidata, come la missione madre, alla Società del Verbo Divino. Il 14 giugno 1928 fu elevata a vicariato ap.; il 19 luglio 1937 cedette 5 sotto-prefetture civili per dar vita al vicariato ap. CHIOS (v.) e l'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi, suffragiana di Tsinan. Ha un'estensione di 17.000 kmq. Al 30 giugno 1950, su una popolazione totale di ca. 3.500.000 di ab., i cattolici erano 23.588; i sacerdoti 28, di cui 10 cinesi; le suore 87, la più parte cinesi. Tra le opere figuravano 2 ospedali, 7 dispensari di medicinali, 6 orfanotrofi, 29 scuole. Gli inizi della predicazione cristiana nel territorio di T. sono dovuti ai religiosi Verbiti, che arrivavano nella regione meridionale dello Shantung nel 1882 (v. YENCHOW). Al momento della sua erezione (1925) T. contava 20.000 cat-
TSINGTAO, DIOCESI di - Veduta della città. A destra la Cattedrale, inizia il 10 apr. 1932, ad opera del vicario apostolico mons. Giorgio Weiig-Tsing-tao.
TSINGTAO, DIOCESI di - Situata sui confini delle due province di Suiyuan e Chagar in Mongolia, ha una superficie di 40.000 kmq. e una popolazione di 600.000 ab.
In data 8 febbr. 1929 venne eretto il vicariato ap. di T., per distacco da quello di Siwantze. Il medesimo vicariato fu elevato a diocesi l'11 apr. 1946. Essa conta 38.500 cattolici con 326 catecumeni; 64 sacerdoti nazionali; 11 seminaristi maggiori; 100 suore nazionali. Il territorio, di cui oggi T. occupa il centro, appartiene alla regione semi-montagnosa, che si erge - potente contrafforte - a difesa dell'altopiano mongolo.
Da principio il paese non era abitato che da Mongolia, dediti soltanto alla pastorizia e al di fuori di alcuni gruppi di tende e di misere case, la regione non contava che i rari e minuscoli centri di scambi commerciali. Dopo il 1750 alcune famiglie cristiane fissarono la loro dimora a T. Più tardi, altri cristiani fondarono tre altri piccoli villaggi, ove s'associarono alcune famiglie provenienti dall'Est. Nel 1892 i primi missionari di Scheut, attirati dalle possibilità di popolamento e di cultura della regione, fecero una prima prova di acquistare lotti di terreno sufficienti per lo stanziamento di coloni. Il tentativo abortì. L'esperimento fu ripreso nel 1895 dal p. Rubbens coronato da successo, grazie all'appoggio dei mandarini. La missione, con la piena osservanza delle formalità legali, avendette partitamente a coloni cinesi, venuti dalle diverse cristianità, le terre acquistate dai Mongolii, ai quali, però, veniva riservato il diritto di pascolo per i loro greggi. Così in quattro tappe, dal 1895 al 1925, furono realizzate numerose cristianità, fissate in villaggi a carattere agricolo. Durante il periodo tra il 1906 e il 1910 furono i coltivatori stessi che invitarono i missionari a stabilirsi nei nuovi centri da loro fondati, perché tale presenza conferiva un elemento di ordine, di disciplina morale e di unione necessarie alla prosperità dell'impresa. Il che fu constatato anche da giornalisti e viaggiatori, recitati a osservare l'opera dei missionari.
L'azione cristianamente sociale e caritativa svolta dai Padri di Scheut ebbe il suo coronamento quando nel 1933 il Pontefice elevò alla dignità episcopale un indigeno, mons. Giuseppe Heng-An Fan, e gli affidò il vicariato ap. di T. (oggi diocesi).
