TUNICELLA (tunica, tunica linea, tunica striscia; subtile; dalmatica minor, dalmatica subdiaconalis). - Sopravveste liturgica del suddiacono, di dalmatica (v.) del diacono.
Usata a Roma nel sec. VI, venne abolita da Gregorio M., ma ritornò nel sec. IX e si propagò anche fuori di Roma. In quel frattempo (secc. VI-IX) i suddiaconi portavano, come gli altri chierici, la pianeta; oggi è rimasta la pianeta (piegata) soltanto nei tempi liturgici di penitenza dell'Avvento e della Quaresima. Da quando il suddiaconato venne annoverato tra gli Ordini maggiori, si dava ai suddiaconi, per distinzione dagli altri Ordini, un abito ordinario di servizio simile a quello diaconale: una tunica discinta, di ampiezza minore, a maniche strette, senza clavi. In seguito si assomigliava a poco a poco alla dalmatica e ne seguiva l'accorciamento e la deformazione. La consegna ai neo-suddiaconi s'introduesse nel sec. XIII. Da questo tempo occorre anche il nome « t. »; dapprima, specialmente fuori di Roma, si diceva subtile
La t. appartiene all'ornato pontificale del papa già nel sec. VIII. I vescovi portano sotto la pianeta fino al sec. XII o la dalmatica diaconale a maniche lunghe, o la t. suddiaconale a maniche strette: poco a poco tutte e due, ma soltanto nella Messa pontificale e in quella dell'Ordinazione. Agli abati fino al sec. XIII fu concesso di rado l'uso della t., di regola soltanto quello della dalmatica diaconale. - Vedi tav. LVIII.