DALMATICA. - Veste liturgica propria del diacono. Era un abito bianco, talare, riservato alle classi più elevate (imperatori, nobili romani) di lino o di lana, spesso anche di seta, ornato con due striscie di porpora (clavi) più o meno lunghe secondo la dignità della persona che l'indossava. Questo costume passò nell'uso romano e la d. del sec. II era una tunica ampia, che arrivava fin sotto al ginocchio, munita di larghe maniche scendenti fino al polso. Tale veste era portata dai vescovi del sec. III anche nella vita civile, come si sa da s. Cipriano il quale si spogliò della d. prima del martirio. Dopo varie vicissitudini, in ultimo rimase esclusiva del clero.
Del suo uso antico ci parlano gli scrittori, però non è dato riconoscere con precisione di chi fosse propria.

DALMATICA - S. Settimio rivestito di d.
Particolare del musaico dall'Oratorio
di S. Venanzio (sec. VII) - Roma,
battistero del Laterano.
doti la portassero sotto la pianeta (Walafridus Strabo, De
rerum ecclesiasticarum exordio et incremento, 24) al quale
abuso però resistette la Sede Apostolica, che finalmente
(prima ancora del sec. XII) la concesse ai cardinali preti,
agli abati ed ad alcuni altri. Dal sec. XII la d. è de iure la
veste propria dei diaconi che la ricevono nella ordinazione
e la portano come veste superiore, e dei vescovi, cardinali
preti ed altri prelati che la indossano sotto la penula.
Nel sec. XII si fece la d. del medesimo colore dei
paramenti e scomparvero i clavi, distintivo caratteristico,
che non avevano più senso quando fu abbandonato l'uso
esclusivo del bianco per far luogo a più ampie strisce.
Fuori d'Italia già nel sec. IX si cominciò ad accorciare
la veste talare fino ai ginocchi, ed anche le maniche.
Più tardi, per la speditezza dei movimenti, la d. fu aperta
sui fianchi e ampliata nella parte inferiore, rimanendo
tuttavia le due parti congiunte fin quasi alle anche. Nel
sec. XVI, per poterla più facilmente indossare, fu un po'
aperta sopra le spalle, e per chiudere i due sparati furono
introdotti i cordoni con nappe (fiocchi) spesso duplicate
o triplicate, pendenti sul dorso; costume riprodotto nelle
illustrazioni delle prime edizioni del Pontificale e del Cer-
rimoniale dei vescovi.
Secondo le prescrizioni odierne i diaconi in-
dossano la d. nella Messa solenne, nelle processioni,
nelle benedizioni e nella solenne benedizione con il
S.mo Sacramento, ma non è lecito portarla anche
per i Vespri (S. Rit. Congr., decrr. 3526, 3719, 4179).
Dato il carattere festivo di essa, da antico tempo la
d. non si usa in giorni di penitenza o di digiuno,
ma si sostituisce con le pianete piegate (Messale,
Rubr. gen., XIX).
Secondo la formola della S. Ordinazione e la
L'opinione più co-
mune è che fosse
veste propria dei
sommi pontefici e
da essi concessa ai
diaconi di Roma, e
non per tutti i giorni,
ma per le solennità.
Secondo il Lib. Pont.,
s. Silvestro papa
(314-35) permise «ut
diaconi dalmaticis in
ecclesia uterentur».
Già verso la fine del
sec. IV l'autore roma-
no delle Quaestiones
ex Vetere Testamento,
46 (ca. 370-75) sup-
pone che l'indossas-
sero anche altri ve-
scovi e diaconi: «ho-
die diaconi induun-
tur dalmaticis sicut
episcopi». Come ap-
pare dai musaici del-
l'epoca, nel sec. V si
portava a Milano,
nel sec. VI a Raven-
na; ad altri Roma la
concesse espressa-
mente (ad es., Sim-
maco [498-514] la
diede ai diaconi di
s. Cesario di Arles
[Vita 1. Cesarii Arel.,
I, 4], s. Gregorio
Magno [590-604] ai
diaconi della chiesa
di Gap, Stefano II
[752-57] all'abato di
S. Dionigi di Parigi).
Nel sec. IX invalse
l'uso che molti sacer-
preghiera che si dice nell'indossarla, la d. significa
«indumento salutare, veste di allegrezza e di giu-
stizia», simbolismo che facilmente deriva dal suo
antico uso.
ARTE. - La d. è un tipo di veste originariamente
proprio della Dalmazia, donde il nome, e quindi entrato
nell'uso comune in ogni parte dell'Impero durante
il II sec. Consisteva in una lunga veste con maniche
che si indossava sulla tunica e su di essa poteva por-
tarsi anche il mantello. Dal V sec. ca. usata come
veste liturgica se ne possono indicare esempi nume-
rosi nelle pitture delle catacombe, nei musaici e negli
affreschi dell'alto medioevo. Aveva allora l'aspetto di
una lunga tunica bianca adorna, lungo i bordi del
collo, del fondo e delle maniche, con fregi e ricami.
Dal IX sec. come appare nelle miniature carolinge
vi erano d. anche colorate, così nella miniatura ini-
ziale della Bibbia di Vivian nella biblioteca Nazionale di
Parigi (ms. lat. I f. 423); tuttavia in Italia continuarono
ad usarsi in prevalenza d. bianche. Nel XIII sec. oltralpe
le d. divengono più corte e anche le maniche vengono
ridotte di lunghezza così nelle due belle d. del duomo di
Halberstadt di stoffa figurata con animali ed esseri an-
tropomorfi e l'altra del XIV sec. dell'Alte Kapelle di Re-
gensburg. Le altre due d. invece di Castel S. Elia ugual-
mente del XIV sec. sono simili a quelle che si vedono in-
dossare dagli officianti negli affreschi del XIII sec. della
cappella di S. Silvestro presso la chiesa dei SS. Quattro
