DANTI, VINCENZO

DANTI, VINCENZO. - Scultore e teorico dell'arte, n. a Perugia nel 1530, m. ivi il 26 maggio 1576. Seguace, ma non diretto scolaro di Michelangiolo, appartiene ad una famiglia di artisti e di scienziati perugini, tra i quali il celebre matematico Egnazio suo fratello. Al 1555 risale la statua bronzea del papa

Giulio III (Perugia, esterno del Duomo), significativa per il modellato pittorico del volto, ma pesante nel complesso della struttura manieristica.

A Firenze (dal 1557) lavora per Cosimo I. Nel 1567 pubblica il I. I. del Trattato delle perfette proporzioni (doveva essere in 15 libri) ove dimostra idee originali, come quella che pone il disordine (quale molla di uno sviluppo) a fondamento della proporzione intesa quale armonia di parti. Tra le sculture da ricordare sono: L'Onore che vince l'Inganno (ca. 1561; Firenze, Bargello) di evidente ispirazione michelangiolesca; due bas-

sorilievi di valore pittorico complesso per ammaccature e aggetti di piani scultorei; il Serpente di bronzo e lo Sportello di armadiolo, ambedue al Bargello. Suo capolavoro è indicato il gruppo della Decollazione del Battista all'esterno del Battistero fiorentino.

BIBLI: W. Bombe e O. Pollak, s. V. in Thieme-Becker, VIII, pp. 381-82 e 384-87; Venturi, X, II, p. 506 sgg.; J. von Schlosser, La letteratura artistica, Firenze 1935, p. 336.

Luigi Grassi

Cite this article

“DANTI, VINCENZO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 716. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/danti-vincenzo.